Grendi e il futuro di Carrara: “10 anni positivi, ma la crescita passa dal nuovo PRP”

L’ad Antonio Musso traccia il bilancio nello scalo apuano e rilancia la necessità di nuove infrastrutture

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MARINA DI CARRARA – Dieci anni di presenza a Marina di Carrara rappresentano un traguardo significativo per il gruppo Grendi. A sottolinearlo è stato l’amministratore delegato Antonio Musso, intervenuto a margine del convegno “Specializzazione e identità portuale: Marina di Carrara e la sfida della competitività mediterranea”, organizzato presso la sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale. Per Musso il primo decennio di attività nello scalo apuano consente di tracciare un bilancio ampiamente positivo, pur senza considerarlo un punto di arrivo. “Dieci anni sono un periodo sufficientemente lungo per fare una valutazione – ha spiegato – ma fortunatamente non conclusiva, visto che siamo quasi a metà della nostra concessione”.

L’amministratore delegato ha evidenziato come questa decade sia stati determinante sia per la crescita aziendale sia per il consolidamento del rapporto con il territorio. “Siamo molto soddisfatti della scelta fatta allora e dell’evoluzione che ha avuto il nostro insediamento. È stata un’esperienza che ci ha consentito di crescere e di rafforzare la nostra presenza nell’area”.

Un percorso non privo di ostacoli

Guardando agli obiettivi fissati all’inizio dell’avventura carrarina, Musso ha riconosciuto che il percorso non è stato lineare, come spesso accade nel settore portuale e logistico. “Nel nostro settore nulla scivola mai completamente liscio”, ha osservato, aggiungendo tuttavia che lo sviluppo dell’attività ha seguito sostanzialmente le linee previste nel piano iniziale.

Secondo il manager, uno degli aspetti rimasti in sospeso riguarda proprio il progetto di crescita del porto. “Era attuale dieci anni fa ed è ancora attuale oggi. Da questo punto di vista siamo un po’ in ritardo”, ha affermato, evidenziando come alcune opere strategiche non abbiano ancora trovato piena realizzazione. Nonostante ciò, Musso preferisce guardare agli aspetti positivi: “Bisogna sempre vedere il bicchiere mezzo pieno. Siamo contenti dei risultati ottenuti, pur consapevoli che si sarebbe potuto fare di più”.

Il nodo del Piano regolatore portuale

Lo sguardo è ora rivolto al futuro e alle possibilità di ulteriore sviluppo dello scalo. Per Grendi, infatti, le prospettive di crescita sono strettamente legate all’evoluzione infrastrutturale del porto e del territorio circostante. “I nostri programmi sono interessanti e concreti – ha spiegato Musso – ma necessitano di una crescita organica delle infrastrutture. Per questo torno a parlare del nuovo Piano regolatore portuale”. Secondo l’ad, l’approvazione e l’attuazione del nuovo strumento di pianificazione rappresentano una condizione essenziale non solo per Grendi, ma per l’intero sistema logistico e portuale dell’area. “Senza questo passaggio la nostra capacità di crescita è inevitabilmente limitata”, ha sottolineato.

Un messaggio che assume particolare rilevanza nel dibattito sul futuro di Marina di Carrara e sul suo posizionamento nel contesto mediterraneo. Musso ha infatti lasciato intendere che l’assenza di sviluppi concreti potrebbe costringere l’azienda a valutare scenari alternativi: “In mancanza di queste condizioni sarà inevitabile fare riflessioni diverse”.

Per Grendi, dunque, il bilancio dei primi dieci anni resta positivo, ma la sfida dei prossimi anni sarà trasformare le potenzialità dello scalo in opportunità reali attraverso investimenti e infrastrutture capaci di sostenere la crescita del traffico e della logistica.

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Tags: Porti
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