Crollano utili e redditività della compagnia tedesca. Confermate le previsioni prudenti per il 2026 in un mercato ancora instabile
AMBURGO – Hapag-Lloyd archivia un primo trimestre 2026 in forte peggioramento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, penalizzata dalla pressione sui noli marittimi e dalle pesanti perturbazioni che hanno colpito le catene logistiche internazionali. A incidere sui risultati del gruppo sono stati soprattutto le condizioni meteorologiche estreme registrate tra Europa e Nord America e le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, con il blocco temporaneo dello Stretto di Hormuz che ha rallentato i flussi commerciali e le rotte marittime. Nel periodo Gennaio-Marzo 2026 il gruppo ha registrato un EBITDA di 494 milioni di dollari, in netto calo rispetto al primo trimestre del 2025. Ancora più marcata la flessione dell’EBIT, sceso in territorio negativo a -157 milioni di dollari, mentre il risultato netto si è attestato a -256 milioni di dollari.
La divisione principale di liner shipping ha visto ricavi pari a 4,8 miliardi di dollari, frenati soprattutto dalla riduzione dei noli medi, scesi a 1.330 dollari per TEU contro i 1.471 dollari registrati un anno fa. I volumi trasportati sono rimasti sostanzialmente stabili, con circa 3,2 milioni di TEU movimentati, nonostante le difficoltà operative provocate dal maltempo e dalle congestioni nei terminal.
Le perturbazioni climatiche hanno infatti generato ritardi nelle operazioni portuali e interruzioni lungo le supply chain, mentre la situazione nel Golfo Persico ha ulteriormente complicato la regolarità dei traffici marittimi internazionali.
Segnali positivi arrivano invece dal segmento Terminal & Infrastructure, che ha registrato una crescita dei ricavi a 168 milioni di dollari grazie al consolidamento delle attività container di J M Baxi e all’espansione dei volumi in America Latina e India. L’EBIT della divisione è salito a 18 milioni di dollari.
L’amministratore delegato Rolf Habben Jansen ha definito “insoddisfacenti” i risultati del trimestre, sottolineando però la resilienza del network Gemini, che avrebbe consentito alla compagnia di mantenere un servizio affidabile anche in uno scenario operativo complesso. Il manager ha ribadito inoltre l’impegno sul piano strategico “Strategy 2030” e sul completamento degli accordi di fusione con ZIM, mantenendo al tempo stesso una rigorosa politica di contenimento dei costi.
Per l’intero 2026, Hapag-Lloyd conferma una previsione prudente, stimando un EBITDA compreso tra 1,1 e 3,1 miliardi di dollari e un EBIT tra -1,5 e 0,5 miliardi. La compagnia evidenzia però che l’evoluzione dei noli e il protrarsi delle tensioni in Medio Oriente continuano a rappresentare elementi di forte incertezza per il mercato dello shipping globale.
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