I dazi americani non fermano (ancora) l’export italiano

Nel traffico via mare salgono Savona, Cagliari e Gioia Tauro, scendono Trieste e Genova

export

MILANO – Come è andato il trasporto merci internazionale nel 2025 tra import e export?
La risposta arriva dal 26° “Fedespedi Economic Outlook”, l’analisi realizzata dalla Federazione Nazionale Imprese di Spedizioni Internazionali.
Il primo dato che salta all’occhio è l’aumento dello 0,7% del PIL italiano nei primi dieci mesi dell’anno passato, con l’inflazione che si è stabilizzata al di sotto del 2%, in linea con i target della BCE, mentre la bilancia commerciale si mantiene positiva con un saldo attivo di 39,6 miliardi di euro.

Focus poi sull’import-export: cresce il primo del 3,8% e del 3,5% il secondo nonostante gli effetti della politica americana in materia di dazi.
Infatti, come effetto di anticipazione degli ordini in vista proprio dei nuovi dazi, l’export italiano verso il Nord America sale dell’8,5%.
Al contrario preoccupano le tensioni geopolitiche che influenzano i costi energetici.

Le incertezze legate alle politiche tariffarie dell’amministrazione Trump continuano a influenzare gli scambi. Tuttavia, nei primi dieci mesi del 2025, l’export italiano verso gli Stati Uniti è cresciuto del 9,1% in valore, e il mercato USA rappresenta ora il 11,9% dell’export totale italiano. Le esportazioni italiane verso gli Stati Uniti mostrano andamenti divergenti nei settori chiave:

  • Prodotti farmaceutici: boom del +62,7%, che ora rappresentano il 22,8% dell’export verso gli USA
  • Automotive: in calo del -20,6% (export autoveicoli)
  • Prodotti alimentari: in lieve flessione dell’1,3%, con il vino fermo a -7,5%

Secondo il presidente di Fedespedi Alessandro Pitto, è ancora il quadro politico globale di questo inizio 2026 il fattore che più influenza la scena economica internazionale.
“Alle crisi in corso si è aggiunto l’inasprimento delle relazioni atlantiche, come la recente questione ‘Groenlandia’ con gli Stati Uniti. Nonostante ciò, i dati mostrano una tenuta del sistema, con un sostegno che proviene dagli investimenti in nuove tecnologie. Tuttavia, osserviamo con attenzione la volatilità delle materie prime energetiche, con il Brent e il gas naturale tornati a crescere a inizio anno a causa delle tensioni in Medio Oriente”.

Il commercio globale 

A livello globale, il 2025 è stato un altro anno record per il commercio estero della Cina, che ha realizzato una crescita dell’export del 5,5%, con un surplus prossimo ai 1.200 miliardi di dollari.
Nonostante le tariffe imposte, gli Stati uniti restano partner principale per la nostra economia, assorbendo il 15% dell’export cinese, seguiti da Hong Kong, Vietnam e Giappone.
L’Italia è per la Cina il 19° paese cliente, assorbendo il 1,3% del suo export.

 Il traffico via mare

Ma il 2025 nonostante le dinamiche mondiali, è stato positivo per il traffico globale di container che ha registrato un aumento stimabile intorno al 4-5%.
Sono stati 375,3 milioni di Teu, quelli movimentati dai 25 principali porti mondiali, coincidente a un incremento del 5,9% rispetto al 2024. L’area del Far East rimane trainante, in particolare nell’export verso l’Africa Sub-Sahariana e il Sud America.

I porti italiani censiti hanno movimentato 9,35 milioni di Teu, con una crescita complessiva dell’8,3% rispetto al 2024.
Savona (+58,4%), Cagliari (+33,8%) e Gioia Tauro (+14,2%) sono quelli che hanno registrato dati migliori.
In flessione invece Trieste (-19,1%) e Genova (-1,6%).
Tra gli scali non italiani che si affacciano sul Mediterraneo la movimentazione ha riguardato complessivamente 43,6 milioni di Teu, con un incremento del 7,8%.
Migliora anche la qualità dei servizi marittimi nel 2025: le navi arrivate in orario sono state in media il 61,4%, contro il 53% del 2024, con un ritardo medio sceso a 4,8 giorni.

Cargo aereo

Sulla base dei dati IATA, la domanda globale a Dicembre 2025 è aumentata del 4,3%. Il 2025 ha registrato un aumento del traffico cargo aereo in Italia dell’1,7%. Milano Malpensa si conferma leader indiscusso, movimentando circa il 60% del totale nazionale con una crescita del +4,3%. Tra gli scali italiani registrano performance positive anche Bergamo (+6,8%) e Napoli (+4%), mentre soffrono Brescia (-18,6%) e Roma Ciampino (-30,4%). A livello europeo, nel primo semestre 2025, Francoforte mantiene il primato, mentre Milano Malpensa si conferma all’11° posto e Roma Fiumicino al 17°.

Lo studio integrale è disponibile sul sito di Fedespedi, nella sezione Centro Studi

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Tags: Economia, Logistica
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