Via libera definitivo del Senato alla delega sul nucleare sostenibile. Pichetto: “Ora i decreti attuativi, è un nuovo punto di partenza”
ROMA – Il Parlamento affida al Governo il compito di costruire il nuovo quadro normativo: dagli impianti alla gestione dei rifiuti, dalla sicurezza alla ricerca. I decreti attuativi dovranno essere adottati entro dodici mesi dall’entrata in vigore della legge.
Il nuovo nucleare entra formalmente nella strategia energetica italiana. Con il via libera del Senato, arrivato dopo quello della Camera, il Parlamento ha approvato il disegno di legge delega che affida al Governo il compito di disciplinare l’introduzione del nucleare sostenibile nel sistema energetico nazionale. Non significa ancora costruzione di centrali: il passaggio apre invece la fase normativa che dovrà stabilire regole, tecnologie, sicurezza, localizzazione degli impianti e gestione dell’intero ciclo nucleare.
Il Governo avrà dodici mesi dall’entrata in vigore del provvedimento per adottare uno o più decreti attuativi, all’interno del perimetro stabilito dal Parlamento e nel rispetto degli obblighi europei e internazionali. La delega prevede in particolare l’elaborazione di un Programma nazionale per lo sviluppo della produzione e dell’utilizzo dell’energia nucleare sostenibile e della fusione.
Il testo interviene su un campo ampio: sperimentazione, localizzazione, costruzione, installazione ed esercizio dei nuovi impianti, ma anche disattivazione e smantellamento delle installazioni esistenti. Nel perimetro rientrano inoltre la disciplina del combustibile nucleare, gli impianti di stoccaggio, lo smaltimento definitivo dei rifiuti radioattivi e la gestione del combustibile esaurito. A completare il quadro saranno il riordino delle norme sulla sicurezza, sulla vigilanza e sui controlli, la definizione della governance e il rafforzamento della ricerca e della formazione delle competenze.
Per il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto, l’approvazione chiude una prima fase politica e ne apre una seconda, quella dell’attuazione. “Oggi l’Italia fa un passo verso il futuro: l’approvazione della delega al governo sul nuovo nucleare sostenibile dà compimento a un percorso avviato ormai tre anni fa, volto ad esplorare le potenzialità di questa nuova tecnologia, pulita e sostenibile”.
La posizione del Governo è quella di inserire il nucleare in un sistema energetico nel quale continui a crescere il peso delle fonti rinnovabili. “Il nucleare non è un ritorno al passato: è una tecnologia vincente, che integrata con le rinnovabili può dare straordinari risultati per la nostra sicurezza energetica, verso la neutralità al 2050”, sostiene Pichetto.
Il ministro rivendica anche il lavoro preparatorio svolto negli ultimi tre anni con tecnici, imprese ed esperti del settore. Un percorso che, secondo Pichetto, avrebbe consentito di “riannodare a tutti i livelli il filo tra scelte istituzionali e conoscenze tecniche”, valorizzando anche le competenze delle imprese e dei professionisti italiani rimasti attivi nel settore nucleare internazionale dopo l’uscita dell’Italia dalla produzione elettronucleare.
Accanto alla costruzione delle nuove regole, il ministro indica poi una seconda questione, quella del consenso e dell’informazione pubblica. “Altrettanto importante è l’azione informativa e culturale, che va portata avanti con coraggio e sulla base di solide evidenze scientifiche, per dimostrare che il nucleare sostenibile è un’opportunità concreta, non una pagina chiusa”.
Il provvedimento viene collocato dal Governo all’interno degli obiettivi europei di decarbonizzazione al 2050 e di una strategia che punta contemporaneamente a sicurezza degli approvvigionamenti, maggiore indipendenza energetica e contenimento dei costi. Saranno però i decreti delegati a trasformare questi indirizzi in un impianto normativo operativo.
Ed è proprio qui che si apre la fase più delicata. “Voglio ringraziare deputati e senatori per il lavoro svolto, che porteremo avanti da subito con i decreti delegati necessari a dare forma, nel perimetro indicato dal Parlamento, a questa scelta così importante per il Paese”, conclude Pichetto. Per il ministro, la delega è insieme “un traguardo e al tempo stesso un nuovo punto di partenza”.
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