Roberto Alberti analizza trasformazioni operative, limiti dell’interoperabilità e impatti della crisi energetica sul sistema portuale
LIVORNO – Nel pieno di una fase di transizione complessa per il settore marittimo e logistico, il porto di Livorno si confronta con due dinamiche parallele: da un lato l’accelerazione dei processi di innovazione gestionale, dall’altro le tensioni geopolitiche ed economiche che incidono sulle catene di approvvigionamento globali. A fare il punto è Roberto Alberti, presidente della sezione terminalisti di Confindustria Centro Toscana e Costa, intervenuto in occasione di un convegno dedicato all’innovazione nel comparto logistico-portuale.
Innovazione gestionale: una rivoluzione già in atto
Nel suo intervento, Alberti ha posto l’accento sulla dimensione meno visibile ma più incisiva dell’innovazione: quella gestionale e procedurale. Non si tratta solo di nuove tecnologie, ma di un cambiamento profondo nel modo di lavorare degli operatori. “Parliamo di piattaforme telematiche, di nuovi sistemi informatici e anche dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale” ha spiegato. “Tutti strumenti che hanno modificato in maniera radicale l’attività quotidiana di spedizionieri, operatori doganali e professionisti del settore”.
L’introduzione di tecnologie avanzate e mezzi sempre più evoluti ha contribuito a rendere più efficiente la gestione dei flussi, ma ha anche richiesto un adattamento significativo da parte degli operatori, chiamati a confrontarsi con processi digitali sempre più articolati.

Il nodo dell’interoperabilitÃ
Nonostante i progressi, resta aperta una questione cruciale: l’effettiva integrazione tra i diversi sistemi. Secondo Alberti, il vero limite oggi non è tanto la mancanza di strumenti, quanto la loro scarsa capacità di dialogare tra loro. “È fondamentale utilizzare bene le tecnologie esistenti, ma soprattutto garantire l’interconnessione tra sistemi che oggi, troppo spesso, non comunicano – ha sottolineato – Questo rischia di vanificare i benefici dell’innovazione”.
Un altro elemento critico riguarda la gestione dei dati. La crescente digitalizzazione ha portato con sé una proliferazione di informazioni, non sempre necessarie. “C’è una tendenza a raccogliere dati in eccesso, spesso inutili. Questo complica il lavoro degli operatori invece di semplificarlo”, ha aggiunto, indicando come priorità la razionalizzazione dei flussi informativi e l’eliminazione delle ridondanze.

Il ruolo del Tuscan Port Community System
Tra gli strumenti più avanzati adottati nello scalo livornese, Alberti ha evidenziato il Tuscan Port Community System, piattaforma che consente la condivisione e la gestione integrata delle informazioni tra i diversi attori della comunità portuale. Il giudizio sul sistema è positivo: “Funziona senz’altro ed è tra i più evoluti, insieme ai sistemi dell’Agenzia delle Dogane e al MIS, che sarà presto sostituito da una piattaforma europea”.
Tuttavia, anche in questo caso emerge il limite strutturale dell’ecosistema digitale:  “Il problema resta l’interoperabilità , soprattutto quando entrano in gioco molteplici enti chiamati a fornire o validare dati. Spesso questi sistemi non comunicano efficacemente tra loro”.
Livorno tra resilienza e incognite globali
Sul fronte congiunturale, Alberti ha offerto una lettura prudente della situazione attuale del porto di Livorno. Al momento, non si registrano contraccolpi immediati particolarmente gravi, ma i segnali di criticità non mancano. “Tutta la merce destinata alle aree del Golfo è di fatto bloccata e le compagnie di navigazione hanno rivoluzionato i propri schedule”, ha evidenziato.
A questo si aggiungono le prime tensioni sul fronte energetico: “Si iniziano a registrare problemi nel bunkeraggio e un aumento dei prezzi dei prodotti energetici, che si riflette a catena su molte materie prime”. Un quadro che non genera allarme nell’immediato, ma che preoccupa in prospettiva: “Il rischio non è tanto oggi, quanto nel medio periodo, se questa situazione dovesse protrarsi”.
Le priorità per il futuro
Guardando avanti, la sfida principale per il porto di Livorno e per l’intero sistema logistico è duplice: da un lato consolidare i progressi tecnologici, dall’altro renderli realmente efficaci attraverso una piena integrazione. Interoperabilità , semplificazione dei dati e utilizzo intelligente delle tecnologie emergono come le direttrici fondamentali per evitare che l’innovazione resti incompiuta.
In un contesto globale sempre più instabile, la capacità di coniugare efficienza digitale e resilienza operativa sarà determinante per mantenere la competitività dello scalo e dell’intero sistema portuale italiano.
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