Al Convegno sul Lavoro Marittimo, il comandante Trapanese evidenzia l’importanza di una formazione sempre più connessa alle esigenze delle compagnie armatoriali
PROCIDA – La crescente richiesta di personale marittimo qualificato, la trasformazione tecnologica delle flotte e il ruolo strategico della formazione nel garantire la competitività del settore sono stati al centro dell’intervento del comandante Rosario Trapanese, Director of New Development and Strategy di IMAT – Italian Maritime Academy Technologies, in occasione dell’VIII Convegno sul Lavoro Marittimo di Procida. L’appuntamento, organizzato dal Comitato del Lavoro Marittimo e dedicato al tema “Rotte incerte, futuro necessario e irrinunciabile”, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, delle Capitanerie di Porto, delle compagnie di navigazione e del sistema della formazione marittima, offrendo un momento di confronto sulle prospettive occupazionali e sulle nuove esigenze del comparto.
Tra i temi principali emersi durante il convegno, la crescente carenza di personale specializzato e la necessità di rafforzare il legame tra mondo della formazione e industria dello shipping. Un ambito nel quale IMAT opera da anni attraverso collaborazioni con compagnie armatoriali e importanti gruppi internazionali.

Nel suo intervento, Trapanese ha sottolineato come le prospettive occupazionali del settore siano destinate a registrare una significativa crescita nei prossimi anni. Secondo le analisi condotte dall’accademia, basate sugli attuali programmi di costruzione navale e sui piani di sviluppo delle compagnie partner, il solo comparto crocieristico potrebbe generare un fabbisogno di circa 375 mila nuove assunzioni nei prossimi anni. Una domanda alimentata dall’ingresso in servizio di decine di nuove unità attualmente in costruzione presso i principali cantieri mondiali.
Tuttavia, la sfida non riguarda esclusivamente il numero di professionisti da reclutare. Per Trapanese, il vero nodo è rappresentato dalla capacità di preparare personale adeguatamente formato per operare su navi sempre più sofisticate dal punto di vista tecnologico. Le compagnie armatoriali, infatti, richiedono competenze tecniche sempre più avanzate. Le navi costruite oggi continueranno a navigare per oltre vent’anni e saranno equipaggiate con sistemi innovativi che richiedono una preparazione specifica. Per questo motivo IMAT ha orientato gran parte dei propri investimenti verso la realizzazione di strutture addestrative capaci di replicare fedelmente gli impianti presenti a bordo delle nuove generazioni di navi.
Negli ultimi anni il centro di formazione ha sviluppato un importante programma di investimenti che comprende sale macchine complete, impianti dual fuel, sistemi ibridi dotati di batterie al litio, piattaforme di automazione navale e nuove infrastrutture dedicate alle tecnologie energetiche emergenti. L’obiettivo, ha spiegato Trapanese, è superare il concetto tradizionale di simulazione e consentire agli allievi di operare direttamente su impianti reali. Gli ufficiali e i tecnici in formazione possono così confrontarsi con le stesse apparecchiature che troveranno a bordo delle navi, acquisendo esperienza pratica in un ambiente altamente specializzato.
Grande attenzione viene riservata anche alle sfide della transizione energetica. IMAT sta infatti sviluppando nuove infrastrutture dedicate ai combustibili alternativi e alle tecnologie che caratterizzeranno il trasporto marittimo dei prossimi decenni. Tra i progetti più innovativi figura la realizzazione del primo impianto LNG al mondo destinato all’addestramento delle operazioni di bunkeraggio mediante l’impiego di azoto liquido a -196 gradi centigradi. Il programma prevede inoltre l’integrazione futura con motori tri-fuel compatibili con ammoniaca e metanolo, combustibili considerati tra i principali candidati per la decarbonizzazione dello shipping internazionale.
Nel corso del suo intervento, il dirigente di IMAT ha evidenziato anche la crescente attrattività internazionale dell’istituto. Sempre più professionisti stranieri scelgono infatti l’Italia per completare il proprio percorso formativo, mentre l’accademia collabora con numerosi gruppi armatoriali tra i più importanti a livello mondiale. nUn segnale che conferma il ruolo sempre più centrale che il sistema formativo italiano può svolgere nella preparazione delle competenze richieste dall’industria marittima globale.
In conclusione, Trapanese ha ribadito come la domanda di lavoro nel settore sia concreta e destinata ad aumentare, sottolineando la necessità di investire nella formazione tecnologica e di costruire percorsi capaci di accompagnare i giovani verso le professioni richieste dalle flotte del futuro. Una condizione ritenuta indispensabile per sostenere la competitività dello shipping e offrire nuove opportunità occupazionali alle prossime generazioni di marittimi.
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