IMO, oltre mille delegati al lavoro per ridurre le emissioni delle navi

A Londra, negoziati sul Net-Zero Framework, le misure di medio periodo e il nuovo sistema di valutazione delle emissioni lungo il ciclo di vita

cepim

LONDRA – Sono oltre mille i delegati registrati alla 22ª sessione dell’Intersessional Working Group on Reduction of Greenhouse Gas Emissions from Ships (ISWG-GHG 22), il gruppo di lavoro dell’International Maritime Organization dedicato alla riduzione delle emissioni climalteranti del trasporto marittimo internazionale. La riunione, in programma a Londra dall’1 al 4 Settembre, con la possibilità di partecipare anche da remoto, rappresenta un nuovo passaggio nel complesso percorso negoziale avviato dall’IMO per definire le future regole sulla decarbonizzazione dello shipping. I lavori sono presieduti dal norvegese Sveinung Oftedal e serviranno a preparare la prossima sessione del Marine Environment Protection Committee (MEPC 85), prevista dal 30 Novembre al 3 Dicembre.

net zero framework

Al centro il Net-Zero Framework

Uno dei principali punti all’ordine del giorno riguarda l’esame delle proposte relative alle modifiche all’Allegato VI della Convenzione MARPOL, necessarie per dare attuazione al cosiddetto IMO Net-Zero Framework, in linea con gli obiettivi fissati dalla Strategia IMO 2023 sulla riduzione delle emissioni di gas serra delle navi. Il gruppo di lavoro esaminerà in particolare i documenti presentati nelle precedenti sessioni dell’ISWG-GHG e quelli trasmessi al MEPC 84 e al MEPC 85, oltre alle nuove proposte presentate direttamente alla 22ª sessione. L’obiettivo è affrontare le questioni ancora aperte e le preoccupazioni emerse rispetto alla bozza delle modifiche normative, in vista dei successivi passaggi istituzionali necessari per arrivare a un quadro regolatorio condiviso. Il Net-Zero Framework costituisce uno degli elementi centrali della strategia dell’IMO per portare il trasporto marittimo internazionale verso le emissioni nette zero. Il percorso prevede nuovi strumenti regolatori ed economici destinati a incidere progressivamente sulle modalità con cui le navi utilizzano l’energia e sui costi associati alle emissioni di gas serra.

Linee guida e misure di medio periodo

Un secondo fronte di lavoro riguarda le linee guida destinate a sostenere un’applicazione uniforme ed efficace delle misure di medio periodo previste dall’IMO. La definizione di criteri comuni di attuazione rappresenta un passaggio particolarmente rilevante per evitare interpretazioni differenti tra Stati e garantire condizioni omogenee per gli operatori marittimi internazionali.

I delegati proseguiranno inoltre l’esame del quadro IMO Life Cycle GHG Assessment (LCA), destinato a consentire una valutazione delle emissioni di gas serra considerando l’intero ciclo di vita dei combustibili e delle fonti energetiche utilizzate dal settore marittimo.

Il sistema LCA assume un’importanza crescente in vista della transizione verso combustibili a basse o zero emissioni, perché permette di valutare non soltanto le emissioni prodotte durante l’utilizzo a bordo, ma anche quelle associate alla produzione e alla filiera energetica.

Verso MEPC 85

I risultati della sessione ISWG-GHG 22 confluiranno nel successivo percorso di discussione che porterà al MEPC 85, in programma a fine Novembre e inizio Dicembre. Il calendario prevede inoltre una nuova sessione del gruppo di lavoro, la ISWG-GHG 23, dal 23 al 27 Novembre, immediatamente precedente alla riunione del MEPC 85.

Particolarmente atteso sarà anche il seguito della seconda sessione straordinaria del MEPC, aggiornata lo scorso Ottobre e ora prevista per il 4 Dicembre, subordinatamente agli sviluppi delle discussioni durante il MEPC 85. Il confronto sulla decarbonizzazione dello shipping entra quindi in una fase decisiva, con l’IMO chiamata a definire un quadro di regole destinato ad avere conseguenze rilevanti sulle flotte, sui combustibili marittimi, sugli investimenti armatoriali e sull’intera filiera energetica e portuale.

LEGGI ANCHE: 

ESPO: “Rinviare il Net-Zero Framework all’IMO è un passo indietro per la decarbonizzazione dello shipping”

 

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Tags: Mare e ambiente, Shipping
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