I beni semilavorati potrebbero subire una lavorazione intermedia ed essere reimmessi sul mercato internazionale con diverso codice merceologico
TRIESTE - Di fronte alle difficoltà derivanti giocoforza dalla nuova politica dei dazi imposti dagli Stati Uniti, alcune imprese del Friuli stanno esplorando soluzioni alternative per tutelare la propria competitività sui mercati internazionali. Una delle ipotesi più concrete riguarda l’utilizzo strategico del punto franco del porto di Trieste, che consentirebbe di completare o modificare i prodotti in loco prima dell’esportazione, evitando così l'applicazione delle tariffe doganali. Il meccanismo, ancora in fase di studio, prevede che beni semilavorati – come ad esempio tubi prodotti in Friuli – vengano trasferiti nella zona franca per una lavorazione intermedia. Una volta trasformati e reimmessi sul mercato con un diverso codice merceologic...
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