Focus su Terzo Valico, rete ferroviaria e autostrade. Il ministro Salvini: “Investimenti per 21 miliardi e lavori in accelerazione”
ROMA – Nel corso del question time al Senato sul nodo infrastrutturale ligure, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha ribadito la centralità della regione negli investimenti nazionali e la volontà di proseguire su un ampio programma di opere strategiche per mobilità, logistica e collegamenti portuali. Al centro dell’intervento, il viceministro Edoardo Rixi ha ricordato come in Liguria siano attualmente in corso investimenti per circa 21 miliardi di euro tra strade, autostrade, ferrovie e porti, con l’obiettivo di rafforzare la competitività del territorio e migliorare la continuità dei collegamenti nazionali ed europei.

Sul fronte ferroviario, il MIT ha illustrato un programma di ammodernamento e potenziamento dell’infrastruttura che include interventi tecnologici e rinnovo del materiale rotabile per migliorare puntualità e capacità del servizio. Nel nodo di Genova sono già operativi il nuovo sistema di controllo centralizzato a Brignole e la tratta Voltri–Sampierdarena, mentre è in fase avanzata il sestuplicamento tra Genova Principe e Genova Brignole, atteso entro Settembre. Procedono anche gli interventi di ultimo miglio ferroviario a servizio del sistema portuale.
Particolare rilievo è stato attribuito al Terzo Valico dei Giovi, considerato ormai in fase conclusiva: l’avanzamento degli scavi è prossimo al 96% e il completamento è ritenuto vicino. L’opera, tra le più complesse d’Europa, coinvolge migliaia di lavoratori e rappresenta il principale collegamento ferroviario tra il porto di Genova e il Nord Italia. Il prossimo passaggio tecnico rilevante è previsto entro maggio con l’abbattimento di un nuovo diaframma, ulteriore step verso la continuità delle gallerie.

Sul sistema autostradale, il Ministero ha confermato il lavoro di coordinamento con i concessionari per garantire il rispetto dei cronoprogrammi e ridurre l’impatto dei cantieri sulla circolazione. Per la Gronda di Genova, opera considerata strategica per la decongestione del nodo urbano e per i collegamenti con il sistema portuale, il MIT ha spiegato che è in corso una fase di aggiornamento progettuale dopo le modifiche normative successive al crollo del Ponte Morandi. L’ipotesi allo studio è una realizzazione per lotti funzionali, con l’obiettivo di ridurre l’impatto dei lavori e migliorarne la sostenibilità.
Il Ministero ha inoltre confermato di aver ricevuto una nuova proposta di aggiornamento del piano economico-finanziario da parte del concessionario e di aver avviato le interlocuzioni con la Commissione europea. Resta aperta la possibilità di valutare soluzioni alternative, purché condivise con gli enti territoriali, incluso il Comune di Genova.
Per il Tunnel della Val Fontanabuona, il progetto è attualmente in fase di Conferenza dei servizi. Le amministrazioni coinvolte sono chiamate a esprimersi entro la fine di Aprile, passaggio considerato decisivo per la chiusura dell’iter autorizzativo. In assenza di criticità, la procedura dovrebbe concludersi nella primavera 2026, consentendo poi la progettazione esecutiva e l’avvio della gara per i lavori entro fine anno.
Nel suo intervento conclusivo, il MIT ha ribadito la linea di continuità sugli investimenti infrastrutturali, sottolineando la necessità di rispettare i cronoprogrammi e di portare avanti in parallelo progettazioni e cantieri. “Non ci fermiamo” è la sintesi politica dell’intervento: una posizione che punta a mantenere attivo il percorso delle grandi opere liguri, considerate centrali per la logistica nazionale e per il collegamento dei porti con i corridoi europei.
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