Infrastrutture in ritardo e crescita frenata: l’allarme di Giachino

All’assemblea per gli 80 anni di Confetra, il presidente di Saimare richiama l’urgenza di accelerare su autostrade, ferro e Tav per rilanciare economia ed export

ROMA  – Ottant’anni “in movimento”, ma oggi il sistema dei trasporti italiano procede tra ostacoli e rallentamenti. È una fotografia in chiaroscuro quella tracciata da Bartolomeo ‘Mino’ Giachino, presidente di Saimare, intervenuto a margine dell’assemblea celebrativa per l’80° anniversario di Confetra.

Secondo Giachino, il comparto sta attraversando una fase complessa, segnata da criticità infrastrutturali che pesano in particolare sul Nord Ovest. “Abbiamo problemi sulle autostrade, soprattutto in Liguria, Piemonte e Lombardia – osserva – con lavori che avrebbero dovuto essere realizzati quindici anni fa e che oggi generano inevitabili disagi”.

Sul fronte ferroviario, i cantieri legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza hanno inciso negativamente sulla regolarità del traffico merci negli ultimi due anni. Tuttavia, il presidente di Saimare intravede un’inversione di tendenza a breve: la conclusione dei lavori dovrebbe consentire di riportare quote significative di merce sulla rotaia, considerata la modalità più efficiente e sostenibile.

Giachino

In questo quadro, Giachino rivendica il ruolo del ferrobonus, misura da lui ideata nel 2009 durante l’esperienza di governo e definita “la più importante iniziativa ambientale realizzata in Italia nel settore dei trasporti”. L’incentivo al trasferimento modale dalla gomma al ferro, sottolinea, rappresenta uno strumento concreto per ridurre l’impatto ambientale e migliorare la competitività del sistema logistico nazionale.

Il ragionamento si allarga poi alla dimensione macroeconomica. L’Italia – evidenzia – cresce troppo poco, attestandosi su tassi dello 0,6-0,7%, insufficienti per ridurre il debito pubblico. “Finché non aumentiamo il ritmo di crescita, continueremo a pagare circa 90 miliardi di euro l’anno di interessi, risorse sottratte a scuola, sanità, infrastrutture e ricerca”.

Per Giachino, infrastrutture e logistica possono rappresentare una leva decisiva per invertire la rotta, ma a condizione di superare lentezze croniche e iter dilatati. Il confronto con il passato è netto: negli anni Cinquanta, in appena otto anni, fu realizzata l’Autostrada del Sole; oggi opere strategiche come la TAV Torino-Lione procedono con tempi che definisce “biblici”.

“Chi costruisce deve essere consapevole che prima si concludono i lavori, prima l’economia e l’occupazione ne traggono beneficio. Ogni ritardo si traduce in un costo per il Paese”, afferma, richiamando la necessità di scelte politiche rapide e orientate alla competitività.

Il nodo centrale resta il ruolo sistemico della logistica. Pur rappresentando quasi il 10% del Pil, il settore – secondo Giachino – ha un peso ben più ampio, poiché abilita l’intero funzionamento dell’economia nazionale, dal trasporto passeggeri alla movimentazione merci. “L’Italia vive di export – conclude – e le esportazioni, così come le importazioni, funzionano solo grazie a una logistica efficiente. Senza di essa, il sistema Paese sarebbe fortemente penalizzato”.

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Tags: Economia, Logistica, Trasporti
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