Innovazione, territorio e persone: la ricetta Laviosa per crescere

L’intervista a Eleonora Sarno, responsabile Ricerca e Sviluppo

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LIVORNO – A Livorno, nel cuore di una delle città portuali più dinamiche del Mediterraneo, ha sede Laviosa, azienda familiare leader nell’estrazione e trasformazione delle bentoniti in soluzioni ad alto valore aggiunto. Un’impresa che ha saputo coniugare crescita internazionale e forte legame con il territorio, puntando su innovazione, sostenibilità e attenzione alle persone.

Laviosa opera attraverso tre aree di business. La prima, Performance Minerals, si occupa della trasformazione della bentonite e altri minerali industriali in soluzioni ad alto valore aggiunto, destinate a una vasta gamma di settori applicativi, come additivi per rivestimenti, l’ambiente e le costruzioni solo per citarne alcuni.simbiosi laviosa
La seconda area, Pet Care, è focalizzata sul benessere animale e comprende prodotti innovativi per la cura e la salute degli animali domestici.
Infine, Logistics è il ramo che gestisce i servizi di agenzia marittima e l’intera catena logistica, dal chartering al deposito costiero, offrendo soluzioni integrate per il trasporto e la distribuzione delle merci, con un’attenzione particolare all’efficienza e alla sostenibilità.
Tra i suoi punti di forza, il controllo diretto delle materie prime, una tecnologia di processo avanzata, la presenza produttiva in diversi Paesi, un know-how applicativo profondo e servizi logistici integrati. Ma ciò che distingue Laviosa è la centralità delle persone e la relazione attiva con la comunità locale. L’azienda investe in un ambiente di lavoro inclusivo e in iniziative che valorizzano il capitale umano, con un’attenzione particolare alla parità di genere e al benessere dei dipendenti.

Con Eleonora Sarno, responsabile Ricerca e Sviluppo, abbiamo approfondito alcuni temi chiave, a partire proprio da un recente progetto dedicato all’equità di genere che conferma l’impegno dell’azienda non solo sul piano industriale, ma anche sociale.

Dottoressa avete promosso una serie di eventi, un percorso partito da lontano?
Laviosa ha scelto da tempo di mettere la parità di genere al centro della propria cultura aziendale. A Dicembre 2024 l’azienda ha ottenuto la certificazione UNI/PdR 125, che riconosce l’impegno nel promuovere l’equità e valorizzare il talento in un ambiente inclusivo. Un traguardo che ha dato forma ufficiale a pratiche già consolidate, come la formazione continua, il supporto alla conciliazione vita-lavoro e la crescita professionale delle donne.

Ma il percorso non si è fermato qui. Accanto al lavoro interno, Laviosa ha deciso di aprirsi ancora di più al territorio, dando vita ad un progetto culturale che potesse coinvolgere attivamente la comunità.
La parità di genere è uno dei valori fondanti della nostra azienda. Negli anni abbiamo investito molto nella formazione interna, ma sentivamo il bisogno di fare un passo ulteriore: coinvolgere il territorio. È così che è nato Accendere lo schermo, un’iniziativa che utilizza il linguaggio immediato del cinema per raccontare storie di donne e stimolare una riflessione collettiva. Crediamo che il cambiamento culturale non possa limitarsi all’interno dell’impresa, ma debba estendersi alla comunità: solo così è possibile costruire un vero percorso di crescita condivisa.
Accendere lo schermo è solo il primo tassello di un impegno più ampio che Laviosa intende sviluppare nei prossimi anni, puntando su progetti culturali e sociali capaci di generare consapevolezza e impatto reale.

L’Italia è agli ultimi posti per l’occupazione femminile e soprattutto mancano donne nei ruoli dirigenziali. La situazione in Laviosa quale è oggi?
L’impegno di Laviosa si traduce in risultati concreti: oggi, il 33% dei ruoli dirigenziali in Laviosa è ricoperto da donne, a fronte di una media nazionale che si ferma intorno al 13%. Vogliamo garantire a tutti, indipendentemente dal genere, dall’età, dalla provenienza o dalla situazione socioeconomica, le stesse possibilità di crescita, nella convinzione che vada premiato il merito: un valore che migliora il clima aziendale e le performance complessive.
Il nostro obiettivo non è solo promuovere la parità di genere, ma andare oltre questo importante concetto: vogliamo contribuire a costruire una società in cui ogni persona abbia le stesse opportunità, indipendentemente dal sesso, senza alcuna preferenza o disparità legata al genere.

Lei è la responsabile di ricerca e sviluppo, in particolare di che cosa si occupa? E il progetto su cui sta lavorando in questo periodo?
Dal 2023 mi occupo di ricerca e sviluppo in Laviosa, con l’obiettivo di identificare e sviluppare ogni anno nuovi prodotti che abbiano caratteristiche innovative e che interpretino le tendenze del mercato di riferimento.
Tutto questo mantenendo il focus sui principi dell’economia circolare, minimizzando così il più possibile l’impatto ambientale.
Un esempio concreto: lo scorso anno abbiamo lanciato sul mercato la prima lettiera vegetale, a livello mondiale, realizzata interamente mediante il recupero di scarti agricoli.
Quest’anno invece ci stiamo concentrando su un progetto finanziato dalla Comunità Europea che si occuperà di sostituire nel settore delle fonderie il carbone tradizionale con un’alternativa “green”.
L’obiettivo è sostituire l’utilizzo del carbone con l’utilizzo della plastica riciclata. La plastica non verrebbe più considerata un materiale di scarto, ma verrebbe anzi valorizzata come sottoprodotto utile per una seconda produzione. L’idea è di dare una seconda possibilità al materiale, con un nuovo valore economico.
Abbiamo già avviato i primi test in laboratorio e, grazie alla collaborazione con la fonderia Gelli, potremo eseguire le prime prove industriali.

È evidente che Laviosa promuove la sostenibilità ambientale. Però capisco anche che senza ricerca e sviluppo, quindi senza la parte di cui lei si occupa, non si farebbe niente in prospettiva futura?
Io chiaramente sono di parte – dice sorridendo – ma la verità è che senza ricerca è difficile fare qualcosa di diverso da quello che è sempre stato fatto. Le aziende possono anche andare avanti per anni senza investire in Ricerca e Sviluppo, ma al primo problema, se non c’è innovazione o differenziazione, l’azienda può trovarsi in difficoltà.
Laviosa già agli inizi del 2000 aveva investito in un dipartimento di ricerca, con un vero laboratorio all’avanguardia: è stato proprio questo uno dei motivi che mi ha spinto a lavorare qui, in quanto significava avere una possibilità di crescita e di esplorare nuove possibilità.  Ed è anche grazie a questo approccio orientato alla ricerca che Laviosa è riuscita a diventare una realtà riconosciuta a livello internazionale.

Quali sono le “responsabilità” della ricerca oggi?
A mio parere, oggi la ricerca ha due grandi responsabilità. La sfida, che riteniamo assolutamente possibile, è fare in modo che vadano di pari passo. La prima è trovare un prodotto sempre nuovo, ovvero che presenti caratteristiche tali da creare un valore aggiunto per Laviosa. La seconda è farlo in modo sostenibile dal punto di vista ambientale, ovvero sviluppare soluzioni sempre più “green”, per creare valore in senso più ampio, per la società e il pianeta.

La Laviosa è rappresentata in un certo senso dalla bentonite. Ci può dire qualcosa di più a riguardo?
La bentonite è un’argilla di origine vulcanica estremamente versatile, utilizzata in una vasta gamma di settori industriali: dalla cosmesi alla fonderia, dalla detergenza all’enologia, fino all’ingegneria civile e alle lettiere per gatti.
Si tratta di un silicato che può essere modificato in base all’applicazione finale.
Il vantaggio principale della bentonite è che, essendo un prodotto naturale, non è tossico, il che lo rende compatibile con l’ambiente.
La bentonite si trova in miniere a cielo aperto e, a seconda dell’origine geografica, presenta caratteristiche diverse. Per questo motivo Laviosa utilizza più miniere in diverse parti del mondo, che gestisce in modo sostenibile.
Finita la concessione mineraria, ci impegniamo a ripristinare l’ambiente, restituendolo alle condizioni originarie, ma spesso migliorandolo.

Laviosa adotta un approccio di estrazione responsabile che va oltre il semplice ripristino ambientale: dove possibile, restituiamo al territorio un terreno migliore rispetto a come lo abbiamo trovato, rendendolo coltivabile, fruibile per attività agricole o ricreative, favorendo così lo sviluppo di microeconomie locali.
Questo approccio rientra in una visione di valore condiviso, dove “nuovo” significa generare benefici tangibili non solo per l’azienda, ma anche per la società e il territorio in cui operiamo. Quello di Laviosa è un impegno concreto verso una transizione sostenibile e duratura.

Tornando alla ricerca, oggi va a braccetto con l’intelligenza artificiale?
Sì. Non possiamo più fare a meno dell’intelligenza artificiale. È una risorsa molto utile perché permette di reperire, elaborare e organizzare un gran numero di dati in breve tempo.
Tuttavia, credo che intorno all’intelligenza artificiale si sia creata una sorta di bolla speculativa, che ha suscitato preoccupazioni su un possibile futuro in cui l’IA potrebbe sostituire completamente l’intelligenza umana. Personalmente, non credo sia possibile. L’IA non sostituisce la creatività, l’intuizione e il pensiero critico umano, ma li affianca. In molti ambiti l’intelligenza artificiale è ancora approssimativa, e resta fondamentale il contributo umano, soprattutto in termini di pensiero critico, creatività e versatilità. Le decisioni strategiche, infatti, restano e non possono che restare una responsabilità umana.

Dottoressa lei dal 2001 è in Laviosa. È stato un percorso in salita in quanto donna e quali sono stati invece a livello tecnico i problemi relativi al suo lavoro.
Mi sono laureata in chimica all’inizio degli anni 2000. Fin da subito, la mia ambizione è sempre stata quella di trovare un’azienda dove poter mettere in pratica tutte le conoscenze apprese durante gli studi.
Al termine degli studi ho iniziato a lavorare in Laviosa. Nel corso della mia carriera ho ricoperto più ruoli: ho iniziato lavorando come tecnico di laboratorio, per poi concentrarmi sulla parte commerciale come responsabile tecnico di prodotto. Proprio nel periodo in cui ricoprivo il ruolo di responsabile di produzione, ho vissuto il periodo più difficile della mia carriera, con l’avvento della pandemia.  Per quanto complesso e sfidante, ha comunque portato diverse soddisfazioni: siamo riusciti ad aumentare comunque il valore della produzione. A partire dal 2023 sono tornata ad occuparmi di R&D.
Il mio percorso mi ha portata a ricoprire diversi ruoli e ciò ha avuto un grande valore perché mi ha permesso di ottenere una visione più aperta sulle opportunità che Laviosa può offrire, percorso, che definirei sfidante, che è stato ed è ricco di soddisfazioni. Nonostante ci siano stati dei periodi più difficili di altri, rifarei comunque tutto, viste le grandi soddisfazioni avute.

Nel contesto della parità di genere, che definirei anzi emancipazione femminile – un obiettivo che deve motivare le nostre azioni –, penso che un tassello fondamentale sia la formazione, intesa sia come studio che come esperienza professionale. Vorrei che in un prossimo futuro, non fosse più necessario parlare di parità di genere: sarà il sintomo che il rispetto, le opportunità e il riconoscimento del merito saranno diventate un modo di pensare naturale che prescinda il genere, così come la religione, il colore della pelle e tutto ciò che nella società odierna è matrice di disuguaglianze.

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Tags: Logistica
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