Interporti al centro della nuova logistica nazionale

Al convegno palermitano promosso da UIR e SIS focus su infrastrutture, intermodalità e rilancio del Mezzogiorno come piattaforma euromediterranea

PALERMO – Gli interporti italiani tornano al centro del dibattito strategico sul futuro della logistica nazionale. È il messaggio emerso con forza dal convegno “Interporti al Centro – Rigenerare la Logistica: Interporti, Territori e Nuove Infrastrutture”, svoltosi all’Hotel San Paolo Palace di Palermo e promosso da UIR – Unione Interporti Riuniti e dalla Società degli Interporti Siciliani S.p.A. L’appuntamento ha riunito i principali rappresentanti del mondo logistico, ferroviario, portuale e ingegneristico italiano in un confronto dedicato alla modernizzazione della rete interportuale e al rafforzamento dell’integrazione infrastrutturale del Paese. Al centro della discussione, il ruolo strategico del Mezzogiorno e della Sicilia come piattaforma logistica euromediterranea. La scelta di Palermo come sede del convegno ha assunto un forte valore simbolico e operativo. Grazie alla propria posizione geografica nel Mediterraneo, il Sud Italia viene sempre più considerato uno snodo cruciale per intercettare i traffici internazionali e collegare porti, interporti e rete ferroviaria nazionale.

interporti ram

A fare da sfondo al dibattito sono stati i numeri del sistema interportuale italiano: 24 interporti distribuiti sul territorio nazionale, oltre 37,5 milioni di metri quadrati di superficie complessiva, più di 5,5 milioni destinati ai magazzini e 4,25 milioni dedicati alle aree intermodali. Ogni anno il sistema movimenta circa 65 milioni di tonnellate di merci, con oltre 25.500 mezzi pesanti in ingresso quotidianamente e più di 59.500 treni merci movimentati attraverso 289 binari e 45 raccordi ferroviari. Numeri che confermano il peso strategico degli interporti nella catena logistica nazionale e il loro ruolo chiave nello sviluppo del trasporto ferroviario merci.

I lavori si sono aperti con gli interventi istituzionali di Alessandro Aricò, assessore alle Infrastrutture della Regione Siciliana, e Alessandro Dagnino, assessore regionale all’Economia, a testimonianza del coinvolgimento diretto del governo regionale sulle prospettive di sviluppo logistico del territorio.

Sul fronte ministeriale è intervenuto Donato Liguori, direttore generale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per i Porti, la Logistica e l’Intermodalità, mentre la presenza di rappresentanti del MIT, di RAM SpA e della Commissione Trasporti della Camera ha rafforzato il peso istituzionale dell’iniziativa.

Particolarmente significativa la partecipazione del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. Dario Lo Bosco, amministratore delegato e direttore generale di FS Engineering, ha evidenziato il ruolo della progettazione integrata nello sviluppo delle infrastrutture ferroviarie siciliane, sottolineando la necessità di accelerare i tempi di realizzazione delle opere strategiche. Sabrina De Filippis, amministratore delegato di FS Logistix, ha invece ribadito la centralità del trasporto ferroviario merci per la competitività del sistema logistico italiano, evidenziando l’ampio margine di crescita del traffico su ferro rispetto alla gomma. La presenza congiunta di FS Engineering e FS Logistix ha confermato la strategia del Gruppo FS orientata a presidiare l’intera filiera logistica, dalla progettazione infrastrutturale alla gestione dei flussi commerciali.

Ampio spazio è stato dedicato anche alle infrastrutture strategiche del Mezzogiorno. L’ingegner Raffaele Celia, referente della Società Stretto di Messina, ha illustrato lo stato di avanzamento del progetto del Ponte sullo Stretto, considerato un’opera destinata a modificare radicalmente l’accessibilità logistica della Sicilia e il collegamento con il continente europeo.

Sul versante portuale sono intervenuti Annalisa Tardino e Francesco Di Sarcina, presidenti rispettivamente delle due AdSp siciliane occidentale e orientale, ribadendo la necessità di una sempre maggiore integrazione tra sistema portuale e rete interportuale per attrarre traffici commerciali dal Mediterraneo verso il sistema logistico italiano.

Filippo Nasca, presidente del Consorzio per le Autostrade Siciliane, ha invece affrontato il tema della connessione tra infrastrutture stradali e nodi ferroviari, evidenziando come l’efficienza dei collegamenti rappresenti un fattore competitivo decisivo.

Tra gli interventi più attesi della giornata, quello di Gianpaolo Serpagli, presidente di UIR – Unione Interporti Riuniti, che ha richiamato l’urgenza di trasformare il nuovo quadro normativo sugli interporti in opportunità concrete per il settore.

“Gli interporti sono chiamati a svolgere un ruolo sempre più strategico per la competitività del Paese. La nuova legge sugli interporti ci offre finalmente un quadro normativo aggiornato; ora è il momento di trasformarlo in opportunità concrete attraverso investimenti, innovazione e maggiore integrazione tra porti, ferrovie e territori”, ha dichiarato Serpagli. Il presidente di UIR ha inoltre sottolineato la necessità di incentivare il trasporto ferroviario merci, sostenere la rigenerazione delle infrastrutture esistenti ed estendere agli interporti strumenti di sostegno come il bonus manovra ferroviario, con l’obiettivo di spostare quote crescenti di traffico dalla gomma al ferro.

Nel corso del convegno sono intervenuti anche Antonio Errigo, vicedirettore generale di ALIS, Gabriele Barucco, relatore della legge regionale lombarda sulla rigenerazione urbana, Armando Casella, CEO di DVArea e DVision Architecture, Stefano Caliandro, presidente dell’Interporto di Bologna, e Alessandro Albanese, presidente della Camera di Commercio di Palermo ed Enna. A chiudere la giornata è stata la firma del Protocollo d’Intesa tra UIR e Tecnopolo Mediterraneo, siglato dal segretario generale Manlio Guadagnuolo. L’accordo punta a rafforzare il ruolo del Mediterraneo come laboratorio europeo di innovazione logistica e tecnologica.

Le conclusioni sono state affidate a Salvatore Deidda, presidente della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, che ha confermato l’impegno del Parlamento a sostenere lo sviluppo della rete interportuale italiana come priorità strategica per la competitività del Paese.

Dal convegno di Palermo è emersa con chiarezza una visione condivisa: gli interporti rappresentano una delle infrastrutture decisive per il futuro industriale e logistico dell’Italia. Un sistema che dispone già di competenze, infrastrutture e posizionamento geografico per candidarsi a hub logistico del Mediterraneo, ma che richiede ora rapidità decisionale, investimenti coordinati e una strategia di lungo periodo.

LEGGI ANCHE: 

Interporti italiani, nel 2024 ricavi a 214 milioni e utili in crescita

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Tags: Logistica
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