Compliance e geopolitica al centro del commercio globale: l’incontro
LIVORNO – Si è tenuto all’Interporto Vespucci il primo incontro dedicato all’“origine delle merci”, un tema sempre più rilevante per il commercio internazionale. L’evento, organizzato in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Livorno, ha visto la partecipazione di esperti del settore, tra cui Ettore Sbandi, tax legal di Deloitte, e rappresentanti delle aziende e della logistica portuale, come la presidente dell’Interporto Monica Bellandi e il CEO di Fratelli Colò, Luca Colò.
L’incontro ha approfondito le diverse connotazioni dell’origine delle merci – commerciale, preferenziale e di “Made in” – e i relativi effetti su dazi, agevolazioni, embarghi e controlli doganali. Come ha spiegato Sbandi, l’accurata definizione dell’origine non è solo un requisito tecnico, ma una leva strategica per il commercio globale, con conseguenze significative in termini di compliance: “Ogni prodotto che attraversa un confine deve essere correttamente identificato. La responsabilità non può essere delegata all’esterno: l’azienda deve conoscere e governare l’origine delle proprie merci”, ha sottolineato.
Il tema assume una rilevanza crescente in un contesto geopolitico complesso, segnato da provvedimenti come i dazi statunitensi e le restrizioni legate alla Russia, che incidono direttamente sui flussi commerciali. La riforma doganale italiana ha inoltre introdotto sanzioni amministrative e penali più severe, rendendo cruciale il rispetto delle normative sull’origine delle merci.
Secondo la presidente Bellandi, la piattaforma logistica non solo deve supportare eventi di formazione come questo, ma anche promuovere la collaborazione tra operatori e dogana per garantire flussi senza interruzioni: “I controlli doganali non sono un aggravio burocratico, ma un elemento fondamentale per tutelare l’intera catena logistica e gli interessi economici e umani coinvolti”, ha affermato.
L’evento, primo di una serie, punta a sviluppare professionalità interne nelle case di spedizione livornesi e a rafforzare il legame tra imprese, porti e autorità doganali, consolidando così la capacità del porto di Livorno di gestire efficacemente merci in un contesto internazionale sempre più complesso e regolamentato.
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