A Roma il primo high-level meeting con le imprese dei Paesi sudamericani: focus su export, filiere e nuove opportunità industriali
ROMA – A pochi giorni dall’entrata in applicazione provvisoria del nuovo quadro commerciale tra Unione europea e area Mercosur, Confindustria ha ospitato a Roma il primo “High-level meeting on Italy–Mercosur economic relations”, riunendo rappresentanti delle principali organizzazioni industriali dei Paesi sudamericani e del sistema produttivo italiano. All’incontro hanno partecipato il presidente Emanuele Orsini e la vicepresidente per export e attrazione investimenti Barbara Cimmino, insieme ai vertici delle associazioni industriali del Mercosur: Ricardo Alban (Brasile), Leonardo García (Uruguay), Martín Rappallini (Argentina) e Carlos Insfrán Micossi (Paraguay).
L’appuntamento arriva in una fase cruciale: dal 1° Maggio entrerà infatti in vigore in forma provvisoria il nuovo accordo commerciale tra UE e Mercosur, frutto di oltre 25 anni di negoziati e destinato a ridisegnare i rapporti economici tra Europa e America Latina.
L’intesa apre l’accesso a un’area economica di oltre 700 milioni di potenziali consumatori, con una riduzione progressiva dei dazi su oltre 10 mila prodotti europei, pari al 91% delle esportazioni verso il Mercosur. Per le imprese italiane, circa 8.000 attive nell’area, si prospetta un rafforzamento significativo della presenza commerciale.
Tra le principali misure: tagli tariffari fino al 35% su alimentare e macchinari, fino al 20% sui veicoli e al 18% su chimica, plastica, gomma e ottica. L’accordo prevede inoltre la tutela di 57 indicazioni geografiche italiane, a protezione del made in Italy agroalimentare.
Per il sistema produttivo europeo sono stimati risparmi complessivi di circa 4 miliardi di euro l’anno, con benefici crescenti legati alla progressiva eliminazione dei dazi e un miglioramento della competitività sui mercati globali. Il saldo commerciale italiano con l’area, pari a circa 600 milioni di euro, è atteso in rafforzamento.
Nel corso del summit, Confindustria ha presentato un piano operativo per rendere immediatamente effettiva la cooperazione industriale con i Paesi Mercosur, basato su tre assi principali: formazione, sviluppo di partnership e strumenti digitali per l’export. Sul fronte del capitale umano, sono stati avviati percorsi di collaborazione con università e ITS italiani, tra cui LUISS Guido Carli e ITS Academy Lazio Digital, per sviluppare competenze e programmi di upskilling condivisi. Parallelamente, grazie a un’intesa tra Confindustria Moda, Confindustria Accessori Moda e il polo tecnico brasiliano SENAI CIMATEC, è in fase di sviluppo una piattaforma formativa dedicata ai settori tessile, moda e pelletteria.
Sul piano delle relazioni industriali, è prevista una missione di sistema in Argentina e Brasile dal 7 all’11 Settembre, con tappe a Buenos Aires, San Paolo e Brasilia, focalizzata su energia, infrastrutture, farmaceutica, macchinari, agritech e digitale. In agenda anche il Foro PMI Italia–America Latina, in programma il 13 Ottobre su iniziativa dell’Unión Industrial Argentina.
Terzo pilastro è la digitalizzazione dei processi di internazionalizzazione con “ExPAND”, lo strumento di analisi sviluppato da Confindustria per stimare il potenziale export per settore e mercato, che sarà condiviso con i partner sudamericani per migliorare le strategie commerciali basate sui dati.
Il nuovo accordo UE–Mercosur rappresenta, secondo il sistema industriale europeo, un passaggio strutturale: oltre a rafforzare gli scambi commerciali, faciliterà l’accesso a materie prime strategiche come litio e rame, fondamentali per la transizione energetica e lo sviluppo tecnologico europeo. Con questo quadro, l’Unione europea diventa il principale partner commerciale della regione latinoamericana per numero di accordi, mentre l’Italia consolida il proprio ruolo di secondo partner europeo dell’area dopo la Germania.
Il meeting romano segna così l’avvio operativo di una nuova fase nei rapporti industriali tra Europa e America Latina, con l’obiettivo di trasformare l’accordo commerciale in una leva concreta di crescita, integrazione produttiva e competitività globale.
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