La Toscana destina mezzo miliardo alla lotta all’erosione costiera

Fissato un Masterplan per i prossimi 20 anni, ora servono i fondi

marina di pisa ok erosione
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FIRENZE – L’erosione costiera negli ultimi decenni ha ridisegnato le coste italiane, non senza portare con sè problemi di carattere ambientale e sociale.
Proteggere abitati e infrastrutture e rendere il litorale toscano più capace di affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici è il punto cruciale della strategia indicata dalla Regione Toscana nel nuovo Masterplan della costa 2026, presentato dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e dall’assessore all’ambiente, economia circolare e bonifiche David Barontini. Con loro anche il direttore della Protezione civile e difesa del suolo Giovanni Massini.

Con l’approvazione delle nuove “Linee di indirizzo regionali per la definizione delle strategie, le azioni, le attività di monitoraggio, studio e ricerca per la tutela della costa”, la Regione si dota di un quadro unitario per programmare nel tempo gli interventi necessari lungo l’intero litorale toscano.
Il quadro economico dà la misura della sfida.
Nei prossimi vent’anni si stima un fabbisogno di 547 milioni e 710mila euro per portare a termine le attività previste: per i primi dieci anni la previsione è di circa 166 milioni di euro, dei quali, oltre 134 milioni riferiti agli interventi strutturali, 28,4 milioni alle attività di ripristino e rimodellamento stagionale e 2,8 milioni alle attività di studio e ricerca.
77 milioni sono, circa, le risorse per interventi già finanziati che seguono la logica del Masteplan, in parte realizzati e in parte in via di realizzazione.

Pianificazione per i prossimi 20 anni

“Abbiamo approvato in Giunta il Masterplan degli interventi per il contrasto all’erosione costiera – ha detto il presidente Giani– una pianificazione che guarda ai prossimi vent’anni e che, proprio per questo, prevede interventi strutturali molto importanti, con una potenzialità complessiva di oltre 500 milioni di euro. È questo il nostro orizzonte strategico. Se guardiamo già ai prossimi dieci anni, parliamo di interventi per 166 milioni di euro, da programmare e graduare sulla base delle priorità e delle situazioni di maggiore criticità. Le emergenze più significative le riscontriamo nella parte nord della costa toscana, dalla Versilia fino soprattutto alla provincia di Massa-Carrara, anche in relazione alla necessità di realizzare interventi che siano complementari alla presenza e alla struttura del porto di Marina di Carrara. Ma il Masterplan guarda all’intero litorale regionale: penso anche al fronte di Punta Ala e Follonica e, da lì, verso il Parco dell’Uccellina”.

Nei prossimi mesi l’attenzione si concentrerà in particolare anche su Tirrenia e Marina di Pisa, sulla base dello studio realizzato con l’Università di Firenze e attraverso interventi sulle barriere capaci di attenuare l’impatto del moto ondoso su tratti di costa che, in questo caso, interessano anche aree densamente abitate.

“Contrastare l’erosione e intervenire con i ripascimenti – ha concluso Giani – significa restituire alle nostre coste la loro piena capacità di attrazione turistica, in una fase in cui il turismo balneare rappresenta una componente fondamentale dell’economia della Toscana”.
Programmare questi interventi significa anche individuare le risorse necessarie per realizzarli: “Sul contrasto all’erosione costiera -ha aggiunto- il PNRR aveva inizialmente prospettato la possibilità di interventi importanti e la Regione Toscana aveva indicato proprio questo come uno dei progetti strategici e simbolici su cui investire. Quelle risorse, però, non si sono poi concretizzate. Per questo punteremo molto sui fondi strutturali europei e in particolare sulla nuova programmazione settennale del Fesr che partirà dal 2028. Allo stesso tempo auspichiamo che arrivino anche risorse nazionali da parte del Governo, più volte prospettate ma che finora non si sono concretizzate”.

“Dopo il mancato finanziamento attraverso il PNRR, la Regione ha investito risorse proprie e utilizzato fondi europei. In vista della nuova programmazione europea dal 2028 lavoreremo perché una quota importante delle risorse possa essere destinata alla salvaguardia delle nostre coste, che significa tutelare anche un patrimonio ambientale ed economico fondamentale per la Toscana“.

Il Masterplan

Il Masterplan entra anche nel dettaglio delle diverse aree della costa, individuando per ciascuna unità fisiografica esigenze, priorità e una stima degli interventi necessari.

  • La parte più consistente riguarda il tratto compreso tra la foce del Magra e Livorno, per il quale vengono stimati interventi per oltre 189 milioni di euro, di cui circa 44,6 milioni nei primi dieci anni
  • Per il tratto Punta Lillatro-La Torraccia la previsione complessiva è di circa 49,4 milioni, con 23,7 milioni nel primo decennio
  • Per Baratti-Follonica-Punta Ala di circa 45,9 milioni, dei quali 17,4 milioni nei primi dieci anni
  • Per l’unità Punta Rocchette-Cala Rossa la stima raggiunge i 51,9 milioni, con 22 milioni nel decennio iniziale
  • Per il tratto Talamone-Osa-Santa Liberata-Feniglia sono previsti complessivamente circa 57,1 milioni, di cui 17,9 milioni nei primi dieci anni
  • A questi si aggiungono gli interventi previsti tra Ansedonia e Chiarone, quelli sulle cosiddette “pocket beaches”, le spiagge di dimensioni più contenute, e gli interventi specificamente destinati alla difesa degli abitati costieri

Complessivamente, per gli interventi strutturali il Masterplan stima oltre 462 milioni di euro, dei quali circa 134,8 milioni nel primo decennio.

Un ruolo centrale sarà affidato ai ripascimenti, cioè all’apporto di nuovi sedimenti nei tratti maggiormente interessati dall’erosione. Il Masterplan stima un fabbisogno complessivo di circa 2,8 milioni di metri cubi di sedimenti lungo la costa toscana. Di questi, circa 1,3 milioni riguardano la sola unità fisiografica settentrionale compresa tra la foce del Magra e il porto di Livorno. Per i primi dieci anni il fabbisogno stimato è di circa un milione di metri cubi, pari al 35 per cento di quello complessivo.

La strategia punta anche a valorizzare i sedimenti già disponibili lungo la costa, secondo principi di economia circolare. La Regione ha avviato negli anni un percorso con Ispra, Arpat e Consorzio Lamma proprio per favorire, laddove possibile, il riutilizzo dei materiali negli interventi contro l’erosione, riducendo il ricorso a risorse esterne.

Pensare di tornare alla situazione della costa di un secolo fa non è realistico. Già riuscire a mantenere sostanzialmente l’attuale linea di costa, accompagnandola con miglioramenti localizzati nelle situazioni più critiche, come quella di Massa, rappresenta un obiettivo molto sfidante. Con i cambiamenti climatici, infatti, le dinamiche dell’erosione sono diventate molto più rapide e arretramenti che un tempo si verificavano nell’arco di molti anni oggi possono avvenire in tempi decisamente più brevi.
“Negli ultimi decenni – ha concluso Massini -, alla maggiore forza del mare legata anche ai cambiamenti climatici si è sommata una forte riduzione dell’apporto di sedimenti fluviali, conseguenza anche delle consistenti escavazioni effettuate negli anni Settanta e Ottanta, i cui effetti sulla costa vediamo oggi. Dobbiamo quindi invertire questa tendenza, favorendo nuovamente l’arrivo dei sedimenti al mare e realizzando interventi capaci di ridurre l’energia del moto ondoso sulla costa. È questa la strada per conservare le nostre spiagge e, dove possibile, tornare progressivamente ad ampliarle”.

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Tags: Mare e ambiente, Porti, Turismo e crociere

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