Il presidente della delegazione di Livorno di Confindustria Toscana Centro e Costa: “Ma servono infrastrutture efficienti e manutenzione costante”
LIVORNO – L’innovazione come leva strategica, ma con solide basi nella formazione e in un sistema infrastrutturale efficiente. È questa la linea indicata da Giovanni Laviosa, vicepresidente vicario e presidente della delegazione di Livorno di Confindustria Toscana Centro e Costa, intervenuto al workshop “Innovazione in logistica: digitale, infrastrutturale, gestionale”, ospitato a Villa Letizia. Nel suo intervento, Laviosa ha posto al centro il tema della formazione, definendola il vero punto di partenza per lo sviluppo del sistema produttivo: “La formazione è ciò che ogni azienda e istituzione deve garantire alle future generazioni. È strettamente legata al lavoro e il lavoro alla dignità delle persone: da questo punto di vista è un passaggio obbligato”.
Accanto alla formazione, l’innovazione viene letta non solo come investimento tecnologico, ma come un vero e proprio approccio culturale. “L’innovazione è un atteggiamento – ha spiegato – significa investire in qualcosa di cui non conosciamo ancora pienamente gli esiti, né economici né sociali. È uno sforzo necessario se vogliamo crescere”.

Il nodo infrastrutturale: il caso del ponte sulla FI-PI-LI
Nel corso dell’intervista, Laviosa ha affrontato anche una delle criticità più urgenti per il territorio, legata al malfunzionamento del collegamento tra la Firenze-Pisa-Livorno e l’area portuale livornese. Secondo il rappresentante degli industriali, la questione impone un duplice approccio: da un lato ripensare in prospettiva la gestione e la progettazione delle infrastrutture, dall’altro garantire nell’immediato la piena funzionalità di quelle esistenti. “Bisogna fare in modo che quel ponte continui a funzionare fino a quando non sarà disponibile una soluzione alternativa. Qui il tema è chiaramente manutentivo”.
Laviosa sottolinea come una manutenzione più attenta e sistematica avrebbe potuto ridurre il rischio di criticità: “Forse il problema si sarebbe verificato comunque, ma controlli e interventi più costanti avrebbero aumentato le possibilità di continuità operativa”.

Darsena Europa e accessibilità: una sfida da non sottovalutare
Il tema infrastrutturale si lega direttamente alle prospettive di sviluppo del porto di Livorno, in particolare al progetto della Darsena Europa. “Non si può pensare di realizzare una grande infrastruttura portuale senza garantire collegamenti adeguati per raggiungerla”, osserva Laviosa. Da qui l’invito a un approccio pragmatico: intervenire subito sulle criticità esistenti, ma anche pianificare opere realistiche e concretamente attuabili. “Il rischio – conclude – è che progetti non realizzabili diventino solo esercizi teorici. E il modo migliore per non fare nulla è proprio immaginare interventi che non si possono portare a termine”.
Un richiamo, quindi, a coniugare visione strategica e concretezza operativa, in un momento in cui la competitività del sistema logistico e portuale passa sempre più dalla capacità di integrare innovazione, formazione e infrastrutture efficienti.
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