Intervista al comandante Fabio Pagano, presidente del Comitato del Lavoro Marittimo. Save the date: Procida, 4–5 Giugno 2026
LIVORNO – Il lavoro marittimo torna al centro del dibattito tecnico e istituzionale grazie al Comitato del Lavoro Marittimo,
formalmente costituito il 19 febbraio 2025, ma attivo già da anni su una serie di dossier strategici per il comparto. Un organismo nato per fornire supporto tecnico alle istituzioni e portare all’attenzione delle autorità civili e militari le criticità strutturali che continuano a incidere sulla vita professionale dei marittimi.
Come spiega il comandante Fabio Pagano, presidente del Comitato, “non si tratta di creare un nuovo soggetto di rappresentanza, ma di mettere a sistema competenze
tecniche maturate nel tempo per supportare le autorità preposte e contribuire a soluzioni condivise”. Il riferimento è diretto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e al Comando generale delle Capitanerie di porto, interlocutori naturali di un percorso che punta a interventi concreti e misurabili.
Il Comitato ha scelto deliberatamente di concentrarsi su pochi obiettivi, ritenuti però urgenti e non più rinviabili. “Meglio pochi temi, ma affrontati fino in fondo, piuttosto che una moltiplicazione di proposte destinate a restare sulla carta”, sottolinea Pagano.
Digitalizzazione del libretto di navigazione: una priorità non più rinviabile
Il primo grande nodo riguarda la digitalizzazione del libretto di navigazione, considerata dal Comitato una condizione essenziale per modernizzare l’intero sistema di gestione della carriera marittima. “Il libretto di navigazione oggi rappresenta un collo di bottiglia enorme – spiega Pagano – perché riguarda l’immatricolazione, gli imbarchi, la registrazione dei corsi, le visite mediche, le biennali e tutta la vita formativa del marittimo”.
Il progetto è stato presentato pubblicamente nel corso del Convegno di Procida 2025, alla presenza di rappresentanti istituzionali e politici di maggioranza e opposizione. Da allora, il lavoro è proseguito con una serie di incontri tecnici presso il Ministero. “Voglio ringraziare la dottoressa Scarchilli – precisa Pagano – per aver raccolto il nostro invito e per l’impegno nel cercare soluzioni operative per la digitalizzazione”.
Secondo il Comitato, la semplificazione amministrativa non è solo una questione di efficienza, ma un fattore decisivo per rendere il lavoro marittimo più attrattivo, soprattutto per le nuove generazioni, riducendo tempi morti, costi e incertezze burocratiche.
Formazione, nautici e ITS: costruire il marittimo del futuro
Il secondo asse strategico riguarda la formazione, a partire dagli istituti nautici. Il Comitato chiede una revisione dei programmi scolastici, ritenuti in parte obsoleti rispetto alle reali esigenze della navigazione moderna. “In molti casi – osserva Pagano – si continuano a insegnare argomenti che a bordo non trovano più applicazione, mentre mancano competenze oggi fondamentali”.
Accanto ai nautici, un ruolo sempre più centrale è svolto dagli ITS, considerati una leva decisiva per costruire un “marittimo 2.0”, pronto ad affrontare le sfide tecnologiche del futuro. “Gli ITS sono realtà ben radicate su tutto il territorio nazionale e stanno dando ottimi risultati – afferma – perché consentono una formazione più mirata e specializzata”.
Il tema non è solo tecnico, ma culturale. Incentivare i giovani a scegliere la vita di mare resta una sfida aperta. “Il lavoro marittimo è un lavoro duro, atipico, che ti tiene lontano dagli affetti familiari – ricorda Pagano – e questo incide sulle scelte dei ragazzi”. Per questo, secondo il Comitato, l’orientamento dovrebbe iniziare già dalle scuole medie, per far nascere una vera “volontà marittima” prima dell’iscrizione ai nautici.
Procida 2026: l’ottava edizione guarda al futuro
In questo percorso si inserisce il Convegno di Procida, appuntamento ormai consolidato per il confronto tra istituzioni,

formazione e cluster marittimo. L’edizione 2026, l’ottava, si terrà il 4 e il 5 giugno 2026 sull’isola di Procida.
“Sarà un momento di verifica concreta – spiega Pagano – per capire a che punto siamo con la digitalizzazione, con la formazione e con le politiche di attrazione dei giovani verso il lavoro marittimo”. Il convegno manterrà l’impostazione già sperimentata: pochi temi, ma affrontati in modo operativo, con l’obiettivo di produrre indicazioni utili e immediatamente spendibili.
Particolare attenzione sarà dedicata alla formazione pratica, con l’intento di renderla “meno dispendiosa in termini di tempo ed economici per i marittimi”. Da qui l’invito esplicito ai centri di formazione a essere
presenti a Procida per un confronto diretto e costruttivo.
Il Comitato lancerà inoltre un appello all’intero cluster marittimo affinché contribuisca con idee e proposte capaci di restituire ai giovani una prospettiva chiara e credibile. “Dobbiamo tornare a far vedere che il lavoro marittimo può essere una carriera completa, con la possibilità di arrivare alla pensione facendo il marittimo”, conclude Pagano.
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