Le ultimissime notazioni sull’ispezione alla AdSp livornese

Riportiamo integralmente quanto giunto in redazione

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LIVORNO – Certamente stimolata dalla nostra esposizione delle ragioni che avevano indotto il Mit ad inviare un collegio ispettivo all’AdSp del mar Tirreno settentrionale è giunta in redazione una busta chiusa, priva dell’identificazione del mittente che qualcuno, certamente molto bene informato sui fatti, aveva lasciata di buon mattino infilata sotto il portone ancora chiuso della nostra sede di piazza Cavour, a Livorno.

Dati i tempi il plico è stato aperto con qualche esitazione e sono sbucati fuori un paio di fogli in cui vengono accuratamente, molto accuratamente, descritti tutti i risvolti della questione che ha costituito oggetto di lavoro per gli ispettori.

Quanto contenuto nel dossier fattoci pervenire dall’ignoto “collaboratore” –  che di seguito riportiamo integralmente – non ha bisogno di essere commentato e, del resto, per farlo occorrerebbe possedere una competenza e una conoscenza dei fatti riportati che, onestamente, non ci è propria.

Ecco il testo, naturalmente aperto ad eventuali rettifiche e valutazioni.

  1. A distanza di oltre tre anni dalla loro sottoscrizione i contratti in questione con i dirigenti continuano ad essere tenuti segreti e non sono stati ancora pubblicati sul sito della AdSp, dove dovrebbero invece essere visibili a chiunque. Di tale grave inadempimento deve ritenersi responsabile il presidente (anche quello attualmente in carica) oltre al dirigente della trasparenza e del personale.2. Dalla relazione ispettiva emerge chiaramente che oltre alle gravissime mancanze del presidente Guerrieri alcuni dirigenti non hanno ottemperato ai propri obblighi professionali, in primis il dirigente del personale che ha disatteso e ignorato ogni norma di legge e buon senso nel disporre la sottoscrizione e quindi il pagamento di quei contratti, in assoluta assenza di un percorso di trasparenza e di rigore proporzionale rispetto a responsabilità e correlata retribuzione. Tale dirigente rimane a ricoprire un ruolo apicale che ha dimostrato di non avere i requisiti professionali e morali per detenere.

    3. Lo stesso dirigente del personale continua a mantenere il ruolo di vice segretario generale (nonostante al momento non esista neppure il titolare della carica segretariale…) mentre il MIT aveva in più occasioni ritenuto inesistente il ruolo e quindi non attribuibile, come rilevato dalla
    stessa commissione ispettiva.

    4. Per il predetto illegittimo il già nominato dirigente del personale percepisce un incremento retributivo che dovrebbe quindi venire meno unitamente all’incarico.

    5. A fronte della pubblicazione della relazione ispettiva Gariglio dovrebbe sospendere le erogazioni economiche aggiuntive riconosciute ai dirigenti da Guerrieri nel 2023, in attesa della pronuncia da parte della Corte dei Conti. Ciò limiterebbe la sua responsabilità erariale che da oggi lo
    vede pienamente consapevole di una situazione quantomeno fumosa e non lineare. Il continuare a fare finta di nulla lo rende corresponsabile di
    erogazioni retributive mensili difficilmente recuperabili che potrebbero essergli contestate.

    6. La commissione ispettiva ha evidenziato la diretta e evidente volontà del presidente Guerrieri di tenere all’oscuro di quanto relativo alla
    Darsena Europa sia il segretario generale che alcuni dirigenti apicali che invece di tale opera avrebbero ben dovuto sapere ed occuparsi
    (demanio, sicurezza, anticorruzione). Un tale esplicito comportamento lascia dubitare che il percorso amministrativo e contrattuale tenuto nel
    tempo per l’appalto dell’opera possa essere connotato da gravi criticità e “incongruenze”, considerato anche quanto rilevato dalla Corte dei
    Conti nel Dicembre del 2024.

    7. A distanza ormai di oltre 5 anni nessuno è mai riuscito a vedere e a leggere il contratto di appalto stipulato da Guerrieri, nella sua qualità di commissario alla Darsena Europa, con il raggruppamento di imprese aggiudicatarie (Fincosit, Sales…). Tale contratto, infatti, non è mai stato pubblicato sul sito dell’Organo commissariale originando l’ennesima segretazione indebita di atti sottoposti a rigidi criteri di trasparenza e conoscibilità.

    Insomma, la pubblicazione della relazione ispettiva ha conclamato che in 4 anni la AdSp di Livorno/Piombino è stata governato da un ristretto
    gruppo di persone che si sono sostituite in maniera del tutto indebita ed illecita alla struttura direttiva tecnica imposta alla AdSp dagli artt. 6, 8, 9 e 10 della Legge 84/1994.

    La cosa ulteriormente grave è che anche l’attuale presidenza di Gariglio non ha minimamente modificato tale assetto gestionale, avendo mantenuto tutti i dirigenti coinvolti nella precedente familistica amministrazione graniticamente ai propri posti, senza alcun intervento di sostituzione degli stessi o di rotazione negli incarichi.
    Situazione ulteriormente aggravata dal fatto che almeno fino a Giugno 2025 esisteva un controllo del segretario generale sulle procedure poste in essere dal gruppo dirigente, mentre adesso tale figura di garanzia sulla correttezza delle procedure amministrative non è neppure stata nominata.

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L’ispezione all’AdSp livornese

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Tags: Porti
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