A Ostia 350 studenti riscoprono il mare tra sport nautici, ambiente, inclusione e formazione al Porto Turistico di Roma
ROMA – C’è una città che spesso dimentica di essere anche marittima. Ed è proprio da questa rimozione, quasi culturale prima ancora che geografica, che ha preso forma “Roma, città di mare”, l’iniziativa che al Porto Turistico di Roma, a Ostia, ha rimesso al centro il rapporto tra la Capitale e il suo affaccio sul Tirreno, chiamando a raccolta istituzioni, operatori e soprattutto studenti.
A dare sostanza alla giornata è stata una presenza ampia e operativa della Lega Navale Italiana, protagonista dell’evento insieme a Federazione Italiana Vela, Confindustria Nautica e Assonautica, in un programma costruito per avvicinare i più giovani alla cultura del mare, alla pratica sportiva e ai temi della sostenibilità. Il dato più eloquente è quello della partecipazione: 350 studenti di ogni ordine e grado, provenienti dagli istituti del litorale romano, coinvolti in un percorso esperienziale pensato per tradurre in pratica i concetti di sicurezza, rispetto ambientale e cittadinanza marittima.
L’area del porto si è trasformata per un giorno in una piattaforma educativa a cielo aperto. Davanti alla spiaggia centrale è stato allestito un villaggio dedicato agli sport nautici, con istruttori, mezzi e personale specializzato messi a disposizione da Lega Navale Italiana, Federazione Italiana Vela, Federazione Italiana Canoa Kayak e Federazione Italiana Surfing Sci Nautico Wakeboard. I ragazzi hanno così potuto entrare in contatto diretto con alcune delle principali discipline del mare, osservando da vicino imbarcazioni a vela, canoe e stand up paddle e sperimentando a terra le prime nozioni tecniche.
Il valore della giornata, tuttavia, non si è esaurito nell’aspetto sportivo. Uno dei momenti più significativi è stato infatti l’incontro con “Malupa 5.0”, deriva di nuova generazione realizzata dal Centro Nautico Adriatico con materiali riciclabili e soluzioni progettuali orientate a ridurre l’impatto ambientale. Non si tratta soltanto di una novità tecnologica, ma di un modello di nautica pensato per allargare davvero l’accesso al mare. Il progetto, condiviso con la Lega Navale Italiana in qualità di partner istituzionale, ruota attorno a cinque assi precisi: accessibilità, flessibilità, sostenibilità, sicurezza e inclusività. La configurazione tecnica dell’imbarcazione, dalla poppa aperta alla coperta libera da ostacoli fino alle guide integrate, consente infatti anche a persone con disabilità o con mobilità ridotta di salire a bordo in autonomia, restituendo concretezza a un principio spesso evocato ma meno spesso realizzato: il mare come spazio aperto a tutti.
Dentro questa cornice si è inserito anche il convegno “Nautica: tempo libero, sport e opportunità professionali”, ospitato nella Biblioteca Elsa Morante all’interno del porto e promosso da Confindustria Nautica insieme al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Il confronto ha messo a fuoco un tema tutt’altro che marginale: la necessità di trasformare la passione per il mare in competenza, orientamento e, dove possibile, prospettiva professionale. Al centro del dibattito il patentino D1, indicato come strumento utile per avvicinare i giovani over 16 a una navigazione più consapevole, fondata sulla conoscenza delle regole e sulla cultura della sicurezza. Tra gli interventi, quello del contrammiraglio in riserva Vincenzo De Luca, responsabile della formazione della Lega Navale Italiana, che ha illustrato le opportunità formative offerte dall’associazione, con un’attenzione particolare alle fasce più giovani.
Il profilo ambientale dell’iniziativa è emerso con altrettanta chiarezza nella presentazione del “Ventalogo del Mare”, il vademecum realizzato dalla Lega Navale Italiana con Marevivo per promuovere comportamenti corretti e responsabili. Venti regole semplici, rivolte agli studenti, per prevenire l’inquinamento e sviluppare una relazione più consapevole con l’ambiente marino, nella convinzione che educazione ambientale e cultura del mare debbano procedere insieme, senza compartimenti stagni.
A rendere più immediata e coinvolgente l’esperienza per studenti e insegnanti ha contribuito anche “Tobia”, la mascotte della Lega Navale Italiana, una pulcinella di mare pensata per accompagnare i più piccoli lungo il percorso della giornata. Accanto a questa dimensione divulgativa, l’evento ha ospitato anche il Centro Mobile Interattivo della Marina Militare, un mezzo multimediale dedicato alla presentazione di attività, mezzi e missioni della forza armata, ulteriore tassello di una giornata che ha saputo tenere insieme promozione sportiva, educazione civica e divulgazione istituzionale.
Più che una manifestazione simbolica, quella andata in scena a Ostia è sembrata una prova concreta di ricucitura tra Roma e il suo mare. Il Porto Turistico si è trasformato in un laboratorio di cultura marittima capace di parlare ai giovani con strumenti contemporanei, mettendo insieme sport, innovazione, inclusione e tutela ambientale. Ed è proprio da qui, dalle nuove generazioni, che passa la possibilità di ricostruire un’identità marittima della Capitale meno retorica e più sostanziale.
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