Il Consiglio dell’Organizzazione marittima internazionale condanna gli attacchi alle navi mercantili, chiede la de-escalation delle tensioni nello Stretto di Hormuz e riafferma il rispetto del diritto internazionale
LONDRA – Il Consiglio dell’International Maritime Organization (IMO) ha concluso la sua 137ª sessione, svoltasi a Londra dal 6 al 10 Luglio, con un forte richiamo alla tutela della libertà di navigazione, al rispetto del diritto internazionale e alla sicurezza dei marittimi, in un momento caratterizzato dal crescente deterioramento della situazione geopolitica in diverse aree strategiche per il commercio mondiale. Con una risoluzione approvata al termine dei lavori, l’IMO ha ribadito che il diritto di passaggio attraverso gli stretti utilizzati per la navigazione internazionale non può essere minacciato, ostacolato, limitato o sospeso. Il Consiglio ha inoltre ricordato che eventuali misure adottate dagli Stati costieri per disciplinare il traffico marittimo nelle principali rotte commerciali devono essere pienamente conformi alle norme dell’Organizzazione e alla Convenzione internazionale per la salvaguardia della vita umana in mare (SOLAS).
Particolare attenzione è stata dedicata alla crisi nello Stretto di Hormuz, dove gli attacchi contro navi commerciali e le tensioni militari stanno mettendo a rischio uno dei corridoi marittimi più importanti del pianeta. Il Consiglio ha condannato gli attacchi contro le navi mercantili civili e ha rivolto un appello a tutte le parti coinvolte affinché si proceda rapidamente verso una de-escalation del conflitto in Medio Oriente.
L’IMO ha inoltre sottolineato che qualsiasi accordo tra gli Stati rivieraschi dovrà garantire il diritto di passaggio in transito per tutte le navi senza discriminazioni né impedimenti, lungo il sistema di separazione del traffico riconosciuto a livello internazionale e adottato dall’Organizzazione fin dal 1968.
Il passaggio nello Stretto, ha ricordato il Consiglio, dovrà continuare a essere libero da pedaggi e altri oneri economici, nel pieno rispetto del diritto internazionale. Il Segretario generale Arsenio Dominguez è stato incaricato di valutare possibili iniziative per favorire un ritorno a una navigazione sicura e senza restrizioni, collaborando con gli Stati della regione, gli altri Paesi membri e l’industria marittima.

Tra i temi affrontati anche l’esperienza di cooperazione tra Indonesia, Malesia e Singapore nella gestione degli Stretti di Malacca e Singapore. Il cosiddetto “Cooperative Mechanism”, che coinvolge governi e operatori privati nella gestione della sicurezza della navigazione e delle infrastrutture marittime, è stato indicato come un modello di collaborazione da sostenere.
L’IMO ha invitato gli Stati membri e gli altri soggetti interessati a contribuire finanziariamente ai fondi destinati al mantenimento degli aiuti alla navigazione e alle attività di cooperazione nell’area.
Nel corso della sessione il Consiglio ha approvato il rapporto annuale relativo al 2025, evidenziando una situazione finanziaria particolarmente solida. Le entrate complessive dell’Organizzazione sono cresciute del 2,97%, raggiungendo circa 78 milioni di sterline, mentre il tasso di riscossione dei contributi obbligatori degli Stati membri ha toccato il 99,1%, uno dei più elevati dell’intero sistema delle Nazioni Unite.
Via libera anche all’aggiornamento della politica di gestione del rischio e all’introduzione di un nuovo allegato dedicato alla prevenzione delle frodi, rafforzando l’approccio dell’IMO di totale tolleranza zero verso corruzione e comportamenti illeciti.
Il Consiglio ha accolto con favore il completamento del primo ciclo dell’IMO Member State Audit Scheme (IMSAS), il programma di audit obbligatorio avviato nel 2016 per verificare l’attuazione delle convenzioni marittime internazionali. Finora sono stati completati 168 audit riguardanti 165 Stati membri e tre membri associati. L’IMO ha inoltre invitato i Paesi sottoposti a verifica a rendere pubblici i relativi rapporti finali, nell’ottica di una maggiore trasparenza.
Tra le decisioni adottate figura anche il riconoscimento dello status consultivo a tre nuove organizzazioni non governative: International Electric Marine Association (IEMA), Mærsk Mc-Kinney Møller Center for Zero Carbon Shipping e SEA-LNG. Alla Ocean Foundation è stato concesso uno status consultivo provvisorio della durata di due anni.
Il Consiglio ha accolto la candidatura del Qatar quale Paese ospitante del World Maritime Day Parallel Event del 2028. L’edizione 2026 dell’evento si svolgerà invece a Busan, in Corea del Sud, il 26 e 27 Ottobre, mentre nel 2027 sarà la volta delle Filippine.
La Giornata Marittima Mondiale sarà celebrata il 24 Settembre presso la sede dell’IMO con il tema “From Policy to Practice: Powering Maritime Excellence”.
Il Consiglio ha inoltre assegnato postumo l’IMO Award for Exceptional Bravery at Sea 2026 ad Adrian Willyson Brask, candidato dalla Norvegia e dall’International Federation of Shipmasters’ Associations (IFSMA). Il Premio Marittimo Internazionale 2025 è stato invece attribuito a Jeffrey G. Lantz, candidato dagli Stati Uniti, per il significativo contributo fornito alle attività e agli obiettivi dell’Organizzazione.

A margine della riunione, il Segretario generale dell’IMO Arsenio Dominguez ha lanciato un nuovo appello alla comunità internazionale, condannando tutti gli attacchi contro il naviglio mercantile civile. Dominguez ha espresso particolare preoccupazione per gli episodi verificatisi negli ultimi giorni nel Mar d’Azov e nel Mar Nero, ricordando che, sebbene l’attenzione mondiale sia oggi concentrata sullo Stretto di Hormuz, i marittimi continuano a essere esposti a gravi rischi anche in altre aree del mondo.
“Condanno tutti gli attacchi ingiustificati contro le navi mercantili civili derivanti da conflitti geopolitici”, ha dichiarato il Segretario generale, sottolineando che tali azioni mettono in pericolo gli equipaggi, compromettono la sicurezza della navigazione, interrompono le catene logistiche globali e minano i principi fondamentali sui quali si basa il trasporto marittimo internazionale.
Infine, Dominguez ha rivolto un appello a tutte le parti coinvolte nei conflitti affinché rispettino il diritto internazionale, tutelino l’ambiente marino e garantiscano la protezione dei marittimi. “I marittimi non devono mai diventare vittime di guerre alle quali sono estranei. Ogni persona che lavora in mare ha diritto a operare in condizioni di sicurezza e protezione”, ha concluso.
Foto: sito web IMO
Hormuz, l’IMO: evacuate 136 navi ma 6.000 marittimi sono ancora bloccati
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