Livorno Cold Chain, l’integrazione che fa sistema

Livorno rafforza la cold chain a Fruit Logistica con numeri record, integrazione digitale e alleanze tra porto e interporto

LIVORNO – Quando la logistica del freddo smette di essere una somma di operatori e diventa sistema, il risultato è una piattaforma competitiva capace di parlare ai mercati internazionali con linguaggio industriale. È questa l’immagine che il porto di Livorno ha portato a Berlino, a Fruit Logistica, la principale fiera mondiale dedicata all’ortofrutta, che dal 4 al 6 febbraio ha riunito oltre duemila espositori provenienti da più di novanta Paesi, confermando la centralità globale della filiera agroalimentare.

L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale si è presentata all’appuntamento insieme all’Interporto Amerigo Vespucci, al Terminal Darsena Toscana, a CSC – Cold Storage Customs e a Livorno Reefer, realtà controllata dalla Compagnia Portuale di Livorno, all’interno dello spazio ICE dedicato alla promozione del sistema Italia. Una presenza coordinata che riflette il peso di Livorno in un comparto che, a livello nazionale, esprime un valore della produzione stimato in 17 miliardi di euro.

Lo scalo labronico si conferma nodo strategico per la distribuzione dei prodotti deperibili destinati ai mercati italiani e sud-europei. Oltre 140 mila tonnellate di merce fresca movimentata su pallet nelle strutture specializzate e più di 40 mila container refrigerati transitati annualmente delineano un ecosistema logistico maturo, dove specializzazione e volumi si alimentano reciprocamente.

Alla base di questi risultati vi è il progetto Livorno Cold Chain, modello organizzativo che ha introdotto automazione dei flussi a piazzale, digitalizzazione delle attività di banchina, monitoraggio remoto delle operazioni di checking e corsie preferenziali per il ritiro dei prodotti ortofrutticoli. L’integrazione tra il sistema di gestione dei varchi portuali GTS3 e la piattaforma TPCS per le procedure di import-export e rilascio merci rappresenta uno degli elementi qualificanti di questa architettura digitale.

“La disponibilità di impianti e magazzini dedicati permette una gestione efficiente delle catene del freddo”, osserva Antonio Rognoni del gruppo CPL, sottolineando come la cooperazione tra pubblico e privato stia diventando fattore strutturale di competitività. In questo quadro si inserisce anche l’integrazione funzionale tra Livorno Reefer e CSC, con il terminal Leonardo da Vinci già operativo nella gestione delle strutture dell’Interporto Vespucci e con prospettive di ulteriore consolidamento societario.

Il mercato premia le piattaforme che garantiscono affidabilità, continuità operativa e servizi a valore aggiunto. “Competenza, organizzazione, investimenti continui in automazione e integrazione dei sistemi sono l’unico metodo per rispondere alle richieste dell’utenza e consolidare la leadership”, afferma il direttore commerciale di TDT Giuseppe Caleo, rimarcando come la coesione tra operatori sia condizione necessaria per soddisfare clienti sempre più esigenti.

Dalla stessa linea di lettura muove il dirigente promozione e formazione dell’AdSp Claudio Capuano, per il quale l’esperienza berlinese conferma che il gioco di squadra rappresenta oggi la vera leva competitiva. In un settore dove tempi, temperatura e tracciabilità definiscono il valore della merce, Livorno prova così a proporsi non solo come porto di transito, ma come piattaforma integrata della logistica del freddo nel Mediterraneo.

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Livorno Cold Chain presentato a Berlino

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Tags: Logistica, Porti
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