Baroncelli rilancia il ruolo di Livorno e Piombino tra logistica, acciaio, energia e nuove competenze industriali
FIRENZE – La reindustrializzazione della Toscana passa dalla costa. Dai moli di Livorno ai piazzali siderurgici di Piombino, dalle infrastrutture logistiche ai grandi temi della sicurezza energetica nazionale, il futuro industriale della regione si gioca lungo il Tirreno.
È questo il messaggio emerso dall’assemblea di Confindustria Toscana Centro e Costa, ospitata al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e intitolata “Sicurezza è sviluppo. Il nuovo corso industriale del territorio”.
Nel corso della relazione introduttiva, il presidente Lapo Baroncelli ha indicato con chiarezza le priorità industriali della Toscana dei prossimi anni: completamento della Darsena Europa, rafforzamento delle infrastrutture intermodali, rilancio del polo siderurgico di Piombino e investimenti sulle competenze necessarie a sostenere la trasformazione produttiva.
Particolarmente netto il richiamo rivolto al futuro del porto di Livorno e al progetto della Darsena Europa.
“Siamo preoccupati per lo slittamento dei lavori della Darsena Europa al 2030. L’obiettivo prioritario deve essere il completamento dell’opera con la sua piena operatività”, ha dichiarato Baroncelli.
Per il presidente degli industriali toscani il porto di Livorno potrà infatti crescere soltanto se inserito all’interno di un sistema logistico efficiente e capace di dialogare con i principali corridoi europei attraverso infrastrutture ferroviarie moderne e collegamenti intermodali competitivi.
Le infrastrutture, secondo Baroncelli, non rappresentano interventi isolati ma elementi di un’unica strategia industriale che mette al centro sicurezza, competitività e sviluppo.
Ampio spazio è stato dedicato anche a Piombino, indicata come uno dei territori strategici per il sistema industriale nazionale.
La presenza della nave rigassificatrice ha infatti trasformato il porto toscano in uno snodo fondamentale per la sicurezza energetica italiana, mentre il percorso di rilancio della siderurgia potrebbe restituire centralità a uno dei poli industriali storici del Paese.
Secondo Baroncelli, Piombino è oggi un punto di incontro tra logistica, industria e transizione energetica, capace di attrarre investimenti e sostenere filiere considerate strategiche per l’economia nazionale.
L’attenzione si è concentrata anche sulle prospettive del comparto siderurgico, con riferimento agli sviluppi che coinvolgono JSW Steel Italy, Metinvest, Danieli e la recente operazione che ha visto Trusteel Group avviare il percorso di acquisizione della storica Magona d’Italia.
“La certezza dei tempi è politica industriale”, ha sottolineato Baroncelli, richiamando la necessità di accompagnare rapidamente gli investimenti annunciati.
Accanto alle infrastrutture e agli investimenti, emerge però un altro tema considerato decisivo dagli industriali: quello del capitale umano.
A evidenziarlo è stato Giovanni Laviosa, secondo cui le difficoltà nel reperire personale qualificato stanno diventando uno dei principali ostacoli alla competitività del sistema produttivo.
Il problema riguarda soprattutto il manifatturiero e richiede un rafforzamento dei percorsi formativi e una maggiore integrazione tra imprese, scuola e università per allineare l’offerta di competenze alle esigenze dell’industria.
La reindustrializzazione, nelle intenzioni della presidenza di Confindustria Toscana Centro e Costa, dovrà quindi poggiare su quattro pilastri: sicurezza energetica, sicurezza digitale, stabilità normativa e disponibilità di capitale umano qualificato.
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