L’assessore Magnani: “Creiamo un ecosistema territoriale capace di attrarre imprese, competenze e investimenti”
LIVORNO – Fare sistema per trasformare la vocazione marittima di Livorno in un ecosistema capace di generare innovazione, nuove imprese e competenze. È questo l’obiettivo del Protocollo d’intesa sottoscritto venerdì 2 Ottobre dal Comune di Livorno, dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale e dalla Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, rappresentati rispettivamente dall’assessore alla Formazione e Innovazione Michele Magnani, dal presidente dell’AdSp Davide Gariglio e dal presidente della Camera di Commercio Riccardo Breda.
L’accordo punta a sostenere la nascita, la crescita e l’attrazione di startup nei settori della Blue Economy, della logistica, delle attività portuali, della sostenibilità ambientale, della transizione energetica e della digitalizzazione. Un progetto triennale che, nelle intenzioni dei promotori, dovrà progressivamente allargarsi ad altri soggetti del territorio e costruire una rete stabile tra istituzioni, imprese, università, centri di ricerca e mondo dell’innovazione. “Abbiamo firmato questo protocollo per la nascita di un vero ecosistema territoriale delle startup legate alla Blue Economy”, spiega Magnani. “Il progetto riguarda il trasferimento tecnologico, la sostenibilità ambientale, le energie rinnovabili, la logistica, il porto e più in generale tutto ciò che riguarda il mare”.

Un ecosistema aperto al territorio
Il valore dell’intesa, secondo l’assessore, sta soprattutto nella possibilità di mettere a sistema competenze e spazi già presenti a Livorno, utilizzandoli come punto di partenza per costruire un’offerta capace di attrarre anche dall’esterno. “I tre soggetti firmatari individuano competenze e luoghi attraverso i quali, da un lato, attirare startup e, dall’altro, favorirne la nascita sul territorio», sottolinea Magnani. Il protocollo, però, non vuole essere un’iniziativa chiusa: «Apriamo questo percorso con l’intento di allargarlo da subito ad altri soggetti fondamentali”.
Tra i primi interlocutori ci sono i centri di ricerca del CITEM, l’Università di Pisa, le reti di startup presenti sul territorio nazionale e quelle internazionali. L’obiettivo è costruire percorsi concreti di collaborazione e sviluppo. “Il punto è attivare luoghi e competenze che siano attrattivi sia verso l’esterno sia verso l’interno, favorendo la crescita di competenze di qualità”, spiega l’assessore.
Competenze e spazi per accompagnare le startup
La sfida non riguarda soltanto gli spazi fisici. Per Magnani, occorre individuare parallelamente le professionalità necessarie e i luoghi più adatti alle diverse fasi di sviluppo delle imprese innovative. “Servono entrambe le cose e bisogna farlo in modo intelligente e corretto, innanzitutto capendo quali sono le competenze principali e quali spazi servono nei diversi step di sviluppo del progetto”.
Il Protocollo avrà una durata iniziale di tre anni, con la possibilità di proseguire per un ulteriore triennio. Un percorso quindi strutturato per fasi, nel quale valorizzare anche le strutture già disponibili in città e nell’area portuale. “Vogliamo partire da ciò che già esiste a Livorno, nel porto, nella Camera di Commercio e nel Comune”, spiega Magnani. Un esempio concreto è rappresentato dal coworking pubblico degli Hangar Creativi, che potrebbe diventare uno dei primi luoghi di accoglienza per le startup nelle fasi iniziali del loro percorso.
La Biennale del Mare come primo banco di prova
Il cronoprogramma guarda già alla Biennale del Mare della primavera 2027, individuata come una prima occasione per verificare lo stato di avanzamento dell’iniziativa e misurare i risultati raggiunti. “È proprio per questo che abbiamo lanciato il progetto all’interno di questa due giorni, in vista della Biennale”, conclude Magnani. L’appuntamento del 2027 potrà quindi rappresentare un primo momento di verifica del lavoro avviato, con l’obiettivo di arrivare all’evento con una rete più ampia, nuovi percorsi attivati e una prima concreta capacità di attrarre startup e competenze nei settori strategici della Blue Economy.
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