Cerimonia il 27 aprile a Porta a Mare con il sindaco Salvetti e il segretario CGIL Landini
LIVORNO – La città di Livorno rende omaggio a una delle figure più rappresentative del sindacalismo locale con l’intitolazione di un’area dello Scalo Umbria, nel complesso di Porta a Mare, a Sergio Manetti (1922-1999). L’iniziativa, promossa dalla CGIL, si terrà lunedì 27 Aprile alle ore 16 in un luogo simbolo della storia operaia e cantieristica cittadina. Alla cerimonia, presieduta dal sindaco Luca Salvetti, parteciperà il segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, a testimonianza del valore nazionale della figura di Manetti e del suo contributo alla crescita del movimento sindacale italiano.
Operaio, partigiano e dirigente sindacale, Sergio Manetti nasce a Livorno l’8 Ottobre 1922 in una famiglia antifascista. Fin da giovane è protagonista dell’impegno civile e politico: dopo gli studi professionali entra nel 1936 nel cantiere Ansaldo, dove lavora fino al 1951 e si distingue, durante il regime, per l’attività di sostegno alle famiglie degli antifascisti arrestati attraverso il cosiddetto “Soccorso Rosso”. Iscritto al PCI dal 1942, prende parte alla Resistenza nelle SAP (Squadre di Azione Patriottica). Nel dopoguerra è tra i protagonisti della ricostruzione del tessuto industriale livornese: da segretario della commissione interna del cantiere navale (1946-1951), contribuisce in modo determinante alla rinascita dello stabilimento, gravemente danneggiato dai bombardamenti, favorendo il subentro di Ansaldo dopo il disimpegno dell’O.T.O. (Odero Terni Orlando).
Il suo percorso sindacale prosegue con ruoli di primo piano: segretario della FIOM dal 1951 al 1968 e, successivamente, segretario della Camera del Lavoro fino al 1980. In quegli anni Manetti è tra i protagonisti della stagione delle grandi conquiste sociali. Centrale il suo contributo nell’organizzazione del VII Congresso Nazionale della CGIL, svoltosi a Livorno nell’estate del 1969, passaggio decisivo per il rafforzamento dell’unità sindacale con CISL e UIL e per l’avvio del percorso che porterà, nel 1970, allo Statuto dei Lavoratori.
Accanto all’attività sindacale, Manetti intraprende anche un impegno politico-istituzionale: eletto consigliere regionale nelle liste del PCI nel 1980 e riconfermato nel 1985, ricopre incarichi nelle commissioni consiliari e, dal 1987, entra nell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale come consigliere segretario. Conclusa l’esperienza politica nel 1990, assume la presidenza del Consorzio Bacini di Carenaggio, incarico mantenuto fino alla scomparsa, avvenuta nel Gennaio 1999.
Con questa intitolazione, Livorno riconosce il ruolo di una figura chiave nella storia del lavoro e della democrazia cittadina, legando il suo nome a uno dei luoghi più significativi della memoria industriale e portuale.
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