Al “Logistics Day” del Il Sole 24 Ore emerge il ruolo centrale per la competitività del Paese: investimenti, infrastrutture e intermodalità al centro della strategia di crescita
MILANO – La logistica e i trasporti rappresentano un pilastro dell’economia italiana e devono essere pienamente integrati nelle politiche industriali nazionali ed europee. È questo il messaggio lanciato da Leopoldo Destro, vicepresidente di Confindustria per Trasporti, Logistica e Industria del Turismo, intervenuto al convegno “Logistics Day” a Milano. Secondo Destro, il settore vale oggi 205 miliardi di euro, pari al 9% del PIL, con circa 1,4 milioni di occupati, e genera un forte effetto moltiplicatore sull’intera economia. Ogni investimento nella filiera logistica, ha spiegato, produce benefici superiori al capitale iniziale grazie all’impatto su produttività ed export.
Elemento chiave per lo sviluppo del comparto sono le infrastrutture. Destro ha indicato nei corridoi europei TEN-T la “spina dorsale” del sistema logistico continentale, sottolineando come il completamento della rete richieda circa 845 miliardi di euro di investimenti. Il rafforzamento delle infrastrutture europee, secondo le stime citate, potrebbe generare un aumento dell’1,6% del PIL UE e oltre 800mila nuovi posti di lavoro, oltre a rendere più efficiente il mercato unico. Accanto ai grandi corridoi, resta centrale il ruolo delle infrastrutture secondarie nazionali, fondamentali per collegare porti, interporti e reti ferroviarie ai sistemi europei.

Per l’Italia, il fabbisogno infrastrutturale è stimato in circa 550 miliardi di euro nei prossimi 15 anni, pari a oltre 36 miliardi annui. Una cifra che, secondo Destro, deve entrare stabilmente nell’agenda economica del governo e nelle manovre di bilancio. Tra le criticità evidenziate anche i valichi alpini, attraverso cui transitano oltre 400 miliardi di euro di merci. La richiesta è quella di una governance europea coordinata, evitando gestione frammentata o bilaterale tra Stati.
Un altro punto centrale riguarda la struttura dei traffici: in Italia l’84% delle merci viaggia su gomma, contro una media europea del 75%. Un divario che evidenzia la necessità di rafforzare l’intermodalità e il trasporto ferroviario. Accanto allo shift modale, Destro ha sottolineato l’urgenza della digitalizzazione dei sistemi logistici, oggi spesso non interoperabili tra porti, terminal, dogane e operatori.
Tra le priorità anche la dimensione sociale del settore, con iniziative come il “Welfare on the Road” per gli autisti e strumenti di monitoraggio della legalità lungo la filiera. L’obiettivo, secondo Confindustria, è costruire un sistema logistico più efficiente ma anche più sostenibile e regolato.
In apertura dei lavori, il direttore de Il Sole 24 Ore Fabio Tamburini ha sottolineato come l’Italia abbia raggiunto il quarto posto mondiale tra i Paesi esportatori, superando il Giappone. Un risultato che rafforza l’obiettivo di arrivare a 700 miliardi di euro di export, traguardo per il quale la logistica è considerata decisiva, soprattutto in un contesto geopolitico instabile che spinge alla diversificazione dei mercati.
Secondo Tamburini, il raggiungimento di questo obiettivo richiederà un impegno congiunto di pubblico e privato, con investimenti strutturali capaci di sostenere la competitività internazionale del sistema produttivo italiano.
Mobilità, infrastrutture e logistica: gli Stati Generali promossi da Confindustria
Resta aggiornato su tutte le notizie dal mondo del trasporto e della logistica