La presidente di NAVIGO premiata a Roma per il contributo dato a innovazione, formazione e sviluppo della nautica italiana
ROMA – Un riconoscimento che parla al cuore industriale della nautica italiana e, insieme, alla capacità del sistema toscano di fare filiera.
Katia Balducci, presidente di NAVIGO, è stata insignita del premio “Maestro del Made in Italy”, attribuito alla presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.
Il riconoscimento, promosso dalla Fondazione “Imprese e Competenze per il Made in Italy”, viene assegnato a figure imprenditoriali che si sono distinte nella trasmissione del sapere manifatturiero, nell’innovazione e nella costruzione di competenze strategiche per la competitività del Paese.
Nel caso di Balducci, il premio assume un valore che supera il profilo personale e si estende all’intera filiera della nautica, settore nel quale la manager ha contribuito in modo decisivo a consolidare un modello di sviluppo basato sul dialogo tra impresa, formazione e territorio.
Oltre alla guida di NAVIGO, Balducci ricopre infatti incarichi di primo piano in realtà industriali di assoluto rilievo come Effebi, attiva nella produzione di imbarcazioni anche per la Guardia di Finanza, e Overmarine, storico cantiere del marchio Mangusta, tra i nomi più conosciuti della nautica internazionale. È in questo intreccio tra impresa manifatturiera, visione strategica e presidio delle competenze che si colloca il senso più profondo del premio ricevuto a Roma.
Sotto la sua presidenza, NAVIGO ha rafforzato negli anni un ecosistema articolato e credibile, capace di mettere in relazione aziende, istituzioni, scuole e centri di alta formazione, con una particolare attenzione all’innovazione di comparto, al matching tra imprese e professionalità, alla crescita dei giovani talenti e alla diffusione di competenze specialistiche nel mondo dello yachting.
Un ruolo centrale, in questo percorso, è stato svolto dalla Fondazione ISYL – Italian Super Yacht Life ITS Academy, oggi considerata una delle esperienze più significative nella formazione tecnica superiore applicata alla nautica, anche per l’elevata capacità di accompagnare gli studenti verso un concreto inserimento occupazionale.
Nelle parole della presidente, il premio viene letto non come un punto d’arrivo, ma come il riconoscimento di un cammino collettivo.
“Questo riconoscimento rappresenta per me un grande onore e una profonda soddisfazione, perché valorizza un percorso costruito negli anni con impegno, visione e lavoro di squadra. Dalla mia esperienza imprenditoriale in Effebi Group fino al ruolo di Presidente di NAVIGO, ho sempre creduto nella forza della filiera nautica italiana e nella capacità di innovarsi mantenendo salde le proprie radici”.
Balducci ha quindi voluto estendere il valore del premio a quanti hanno condiviso questo processo di crescita. “Un risultato che non sarebbe stato possibile senza il contributo di tutte le persone che hanno condiviso questo cammino. Desidero ringraziare in particolare il direttore Pietro Angelini e tutta la squadra di NAVIGO per il lavoro straordinario svolto nel rafforzare il sistema e nel creare nuove opportunità per le imprese e i giovani”.
Un passaggio significativo è stato dedicato anche alla Fondazione ISYL, indicata come uno dei pilastri del modello toscano.
“Un pensiero speciale va anche alla Fondazione ISYL, che rappresenta oggi un’eccellenza nella formazione tecnica superiore per il settore nautico, capace di coniugare competenze, innovazione e occupabilità. Per questo desidero ringraziare Vincenzo Poerio per il ruolo fondamentale nella crescita e nel successo di questo progetto”.
La conclusione del suo intervento restituisce bene il significato industriale e culturale del riconoscimento: “Questo premio non è un punto di arrivo, ma uno stimolo a continuare a lavorare per lo sviluppo del Made in Italy, della nautica e delle competenze che ne rappresentano il vero valore”.
Più che un premio individuale, dunque, quello conferito a Katia Balducci appare come il sigillo posto su un metodo: quello di una nautica che non vive soltanto di marchi e prodotto, ma di sapere tecnico, formazione avanzata, capacità di rete e visione lunga. Ed è proprio in questa saldatura tra eccellenza manifatturiera e costruzione del capitale umano che il distretto toscano continua a giocare una partita nazionale.
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