Restano tensioni e versioni contrastanti su Hormuz
GOLFO PERSICO – Una nave del gruppo Maersk ha attraversato con successo lo Stretto di Hormuz sotto scorta militare statunitense, segnando un primo segnale operativo in un’area ancora fortemente instabile. Si tratta della portacontainer Alliance Fairfax, rimasta bloccata nel Golfo Persico dallo scoppio delle ostilità tra Stati Uniti e Iran nel Febbraio 2026. L’unità ha lasciato l’area il 4 Maggio dopo che le forze armate statunitensi hanno offerto assistenza per un transito protetto. Secondo quanto comunicato dalla compagnia, il passaggio è avvenuto senza incidenti e l’equipaggio è in condizioni di sicurezza.
L’operazione è stata resa possibile grazie a un piano di sicurezza coordinato con i militari Usa, che hanno accompagnato la nave fuori dall’area a rischio. Maersk ha espresso apprezzamento per il supporto ricevuto, sottolineando l’importanza del coordinamento per garantire la continuità delle operazioni marittime. Attualmente il gruppo mantiene sei navi, tra proprie e noleggiate, ancora nel Golfo Persico.
Parallelamente, però, emergono ricostruzioni contrastanti. Media iraniani hanno messo in dubbio l’effettivo transito della nave, evidenziando l’assenza di conferme ufficiali indipendenti e la mancanza di aggiornamenti recenti dai sistemi di tracciamento AIS. Altre fonti iraniane hanno inoltre riferito di due cargo statunitensi rimasti incagliati nella parte meridionale dello stretto, in un’area caratterizzata da fondali bassi e tratti rocciosi vicino alle coste dell’Oman. Una notizia che non ha trovato conferme ufficiali e che è stata successivamente smentita.
Il passaggio della Alliance Fairfax si inserisce nel più ampio quadro dell’iniziativa statunitense denominata “Project Freedom”, avviata con l’obiettivo di ristabilire condizioni di sicurezza per la navigazione commerciale in uno dei principali choke point energetici globali. Secondo lo United States Central Command, il piano mira a facilitare il transito di migliaia di navi civili e decine di migliaia di marittimi. Tuttavia, indiscrezioni indicano che l’operazione non prevederebbe una scorta militare sistematica, ma piuttosto un coordinamento tra compagnie di navigazione e assicurazioni per gestire il rischio.
Il caso evidenzia la fragilità dello scenario nello Stretto di Hormuz, attraverso cui transita una quota significativa del commercio energetico mondiale. Nonostante il transito riuscito della nave Maersk, permangono incertezze operative, divergenze informative e rischi elevati, che continuano a condizionare le catene logistiche globali e le strategie degli operatori marittimi.
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