Il primo viaggio del nuovo assetto sarà effettuato dalla Cornelia Maersk. L’analisi delle ripercussioni anche sulle scelte dei carrier concorrenti e sulle tariffe dei noli
SUEZ – Maersk avvia il primo ritorno strutturale di un proprio servizio container sulla rotta trans-Suez, segnando un passaggio significativo dopo mesi di deviazioni via Capo di Buona Speranza. La decisione riguarda il servizio MECL, operato esclusivamente dal gruppo danese e dedicato ai collegamenti tra Medio Oriente, India e la East Coast degli Stati Uniti. La scelta arriva in seguito ai recenti transiti riusciti attraverso il Canale di Suez delle portacontainer Maersk Sebarok e Maersk Denver, che hanno confermato un miglioramento delle condizioni di stabilità nell’area del Mar Rosso. Il ripristino della rotta originaria consentirà a Maersk di tornare allo schema di servizio inizialmente progettato, offrendo tempi di transito più rapidi ed efficienti ai clienti.
La compagnia precisa tuttavia che il monitoraggio della situazione geopolitica e di sicurezza in Medio Oriente resterà costante. Eventuali modifiche al servizio MECL continueranno a dipendere dall’evoluzione del contesto nel Mar Rosso e dall’assenza di nuove escalation. La tutela degli equipaggi, degli asset e delle merci rimane la priorità assoluta. In caso di deterioramento del quadro di sicurezza, Maersk è pronta ad attivare piani di contingenza che potrebbero prevedere il ritorno alla rotta alternativa via Capo di Buona Speranza, sia per singole partenze sia per l’intero servizio.

Per Maersk, il transito via Suez rappresenta la soluzione preferenziale. Il Canale di Suez è infatti considerato un corridoio marittimo strategico per i traffici Est-Ovest e un elemento chiave per l’efficienza delle catene di approvvigionamento globali. Il percorso attraverso Suez, il Mar Rosso e lo stretto di Bab el-Mandeb resta la via più veloce, sostenibile ed efficace per i collegamenti tra Asia ed Europa.
Il ritorno strutturale del MECL costituisce un tassello importante nel graduale ripristino delle navigazioni trans-Suez da parte del gruppo. Un ruolo centrale è stato svolto dalla collaborazione con la Suez Canal Authority, partnership che Maersk considera fondamentale anche per le prossime fasi, al fine di garantire operazioni sicure e mantenere affidabilità e prevedibilità per la clientela.
Il primo viaggio del nuovo assetto sarà effettuato dalla Cornelia Maersk, in westbound trans-Suez (viaggio 603W), con partenza da Jebel Ali il 15 Gennaio 2026. Sul fronte opposto, la Maersk Detroit (viaggio 602E), in partenza da North Charleston il 10 Gennaio 2026, sarà la prima nave eastbound a utilizzare nuovamente la rotta trans-Suez. Tutte le successive partenze del servizio seguiranno lo stesso instradamento.

La decisione di Maersk di riportare strutturalmente uno dei propri servizi container sulla rotta del Mar Rosso e del Canale di Suez viene letta dagli analisti come un potenziale punto di svolta per il trasporto marittimo di linea, ma anche come l’inizio di una fase delicata, con possibili ripercussioni significative sui conti economici dei grandi carrier nel 2026. Secondo gli osservatori, il ripristino completo degli schedulati via Suez non sarà immediato. Le stime indicano un periodo compreso tra tre e cinque mesi prima che le rotazioni tornino pienamente a regime. La scelta di Maersk segue due viaggi di prova e rientra in un approccio graduale e prudente alla ripresa delle navigazioni Est-Ovest attraverso il Mar Rosso.
Malgrado questa prudenza, in molti ritengono probabile che altri carrier seguano a breve l’esempio. Tuttavia, avvertono che, al di là di eventuali vantaggi da first mover e di possibili rialzi temporanei dei noli dovuti alla congestione, l’effetto finale potrebbe essere un deterioramento dei prezzi. Il ritorno alle rotte più brevi libererebbe infatti capacità sul mercato, con un impatto rilevante sull’equilibrio domanda-offerta. L’indice Drewry World Container Index ha già registrato un calo del 4%, penalizzato soprattutto dalla flessione delle tariffe sulle rotte transpacifiche e Asia-Europa.
Un’analisi di Xeneta stima che una ripresa su larga scala dei transiti via Suez possa rimettere sul mercato tra il 6% e l’8% della capacità globale di stiva. Un’ eccesso di offerta che eserciterebbe una forte pressione al ribasso sui noli. Uno studio pubblicato da Sea-Intelligence ipotizza una contrazione della domanda globale misurata in teu-miglia pari al 12% nel terzo trimestre dell’anno, nonostante una crescita complessiva della domanda stimata intorno al 3%.
La fase di transizione sarà caratterizzata da disagi operativi e congestioni portuali, man mano che i servizi si adatteranno a nuove rotte e tempi di percorrenza. Negli ultimi dodici mesi anche CMA CGM in realtà ha già progressivamente riallocato diversi servizi su Suez: la scelta di Maersk può fungere da ulteriore spinta decisiva per tutti i carrier a riconsiderare le proprie strategie, soprattutto se la situazione geopolitica resterà stabile dopo il Capodanno cinese.
Non mancano però voci critiche. Secondo Hua Joo Tan, co-fondatore della società di consulenza Linerlytica, la riduzione dei tempi di transito non sarebbe il vero obiettivo di Maersk. I primi due viaggi di test avrebbero infatti registrato 29 giorni di navigazione tra Salalah e Newark, un tempo analogo a quello via Capo di Buona Speranza, nonostante l’utilizzo della rotta più corta. Anche i programmi successivi mostrerebbero tempi simili, senza vantaggi concreti per i clienti.
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