L’intervista al presidente della Regione
LIVORNO – Il presidente della Regione Liguria Marco Bucci a tutto tondo sulla Blue economy.
Nell’intervista che ci ha rilasciato da remoto si toccano i temi della portualità, del settore diportistico e dell’underwater, con focus sugli interventi che la Regione intende mettere in atto per le infrastrutture relative.
Tutto questo mentre i lavori sulla diga procedono.
L’importanza del sistema portuale e gli investimenti della Regione
“Oggi collaboriamo come Regione con l’Autorità di Sistema portuale che si occupa di traffici, noi dell’infrastruttura” dice.
“Abbiamo 3 miliardi e mezzo di investimenti in progetti in questo senso, già completati in parte o che andranno a regime nel prossimo periodo. L’investimento più importante come noto è la nuova diga foranea, che consentirà l’ingresso in tutto il porto di Genova, non soltanto a Pra’, delle navi fino a 400 metri”.
“A questo si aggiungeranno altri servizi. Faccio solo un esempio: “conquisteremo”, così si dice, 3 milioni di metri quadrati di acqua calma dal mare e di questi 1 milione sarà tombato, così da avere una superficie portuale in più destinata a banchine, rimessaggi e a tutte le infrastrutture necessarie per il porto. Tutto questo per essere competitivi come porta d’ingresso da sud dell’asse Reno-Alpi”.
Ci sono poi altre infrastrutture: “Il nuovo bacino, ad esempio, per costruire navi, da 400 metri. C’è la anche nuova infrastruttura portuale che consentirà a tutte le merci su camion di non toccare più le strade della città, ma arrivare direttamente in autostrada”.
La centralità nell’economia nazionale
“Il nostro è il porto principale d’Italia, ma la sua importanza è anche del Mediterraneo. Quindi per noi la Blue Economy è una cosa assolutamente fondamentale, considerato che oggi vale in Italia dal 15 al 16% del PIL. La Liguria ricopre circa il 40% di tutta la Blue Economy italiana, un valore molto importante al quale sicuramente non rinunceremo e che anzi svilupperemo sempre di più”.
Sviluppo del porto e tutela dell’ambiente
Come si conciliano queste due cose?
“Lo sviluppo sostenibile, è regolato da una norma europea il famoso ESG: sì allo sviluppo, ma in maniera tale che esso sia rispettoso dell’ambiente perchè sia affidato a tutte le realtà sociali, cioè a tutte le fasce della popolazione.
L’attenzione all’ambiente è massima in tutto quello che facciamo, penso ai cassoni in mare o ai materiali per costruire la diga.
Soprattutto abbiamo una grande rispetto per le bandiere blu, le certificazioni di acque marine di grandissima qualità.
In Liguria abbiamo il più alto numero di bandiere blu d’Italia, pur avendo molti porti, che vuol dire grande rispetto per l’ambiente. Mi pregio di dire che a 300 metri dall’ingresso del porto di Genova si può già fare il bagno.
Per le aree marine protette, vogliamo che siano salvaguardate ma non chiuse, per essere fruibili da tutti. Per questo stiamo studiando nuovi regolamenti e l’ormeggio alle boe.
Non vogliamo più che si gettino le ancore, ma che tutte le imbarcazioni siano ormeggiate alle boe. Si tratta di un grandissimo passo avanti diffuso nel Mediterraneo perché la boa fissa consente di non andare a toccare il fondo marino”.
Il comparto diportistico e l‘underwater
“Confindustria nautica cresce da almeno 7-8 anni a doppia cifra, è il settore più in crescita in assoluto della Confindustria e di questo siamo orgogliosi. Oggi il settore raggiunge degli ottimi risultati qui in Liguria ed ha un’ottima e notevole ricaduta economica e occupazionale.”
“A proposito di underwater abbiamo negoziato con il governo e con il ministero per poter avere al La Spezia il Polo nazionale della dimensione subacquea, per gli investimenti e i progetti da sviluppare nel settore. Ha avuto un grandissimo successo e noi come regione abbiamo finanziato la cosa con 10 milioni di euro per progetti riservati a aziende che operano sul territorio ligure.
C’è un enorme interesse dal punto di vista militare come potete immaginare, e questo ovviamente per la parte delle informazioni top secret gestite dalla parte militare, ma anche dal punto di vista civile. Basti pensare ai cavi internet che sbarcano a Genova e comunicano con tutto il mondo.
È necessaria attenzione e manutenzione, ma soprattutto sicurezza perchè non siano danneggiati per proteggerli sotto tutti i punti di vista, anche da quello geopolitico. E poi c’è l’aspetto legato alle materie prime di cui è ricco il territorio sottomarino.
C’è la possibilità di fare grandi scoperte da un certo punto di vista, ma soprattutto delle grandi utilizzazioni per il business del futuro e per le necessità della società civile dei prossimi anni.
Da parte nostra c’è molto interesse, le potenzialità sono enormi e siamo ben contenti che questo si faccia in Liguria”.
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