Marevivo: 40 anni di storia scritta da Rosalba Giugni

Come è cambiato il mare in questi anni, sfide, opportunità e preoccupazioni

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LIVORNO – Rosalba Giugni è la presidente di Marevivo.
Una fondazione che lei stessa ha fondato quarant’anni fa, quando ancora il mare non soffriva tanto come oggi ma vedeva i primi segnali di una umanità che non si interessava del futuro.

Napoletana, figlia di armatori, subacquea, ha vissuto da sempre il mare come la sua seconda casa oltre la terra ferma. E l’ha scelto come missione per la vita quando ha iniziato a vedere le plastiche inquinare le magnifiche grotte della sua Capri.

“Non sono riuscita a voltare la testa e ho pensato a qualcosa che avrei potuto fare”.
Rosalba Giugni veniva dal mondo del volontariato soprattutto con la Croce Rossa Italiana e insieme all’amica Carmen Di Penta, oggi direttore di Marevivo, si rivolsero a chi già operava per la tutela dell’ambiente.
“Il presidente del WWF mi disse che non era facile indirizzare tutto verso il mare ma mi invitò a provarci personalmente”.

Inizialmente ad essere coinvolti furono amici e parenti e via alle prime pulizie delle spiagge, un’operazione che mai si era vista in Italia, tra le prime in Europa.
Era il 1985.
“A quel tempo mancava ancora chi si dedicasse in modo particolare alla cura del mare, noi iniziammo con una scrivania e un telefono e negli anni diventammo il punto di riferimento per un’attività che oggi riunisce centinaia di volontari e migliaia di iscritti con delegazioni su tutto il territorio italiano delle divisioni Subacquea, Vela, Canoa & Kayak e Spiagge e Coste, che ci permettono di agire su tutti i fronti in difesa del nostro mare”.
Marevivo sembrò allora il nome più adatto che indirizzava la rotta, con passione, verso un’attività in aiuto delle tante specie marine, vegetali e animali che in questi quattro decenni sono scomparsi dalle nostre acque, sopra e sotto.
“L’isola di Capri era un posto meraviglioso, nelle immersioni potevi vedere di tutto. Oggi è tutta un’altra cosa”.

Il Comitato scientifico

Durante la prima conferenza stampa di presentazione, a Viareggio, con Folco Quilici e Amedeo d’Aosta come testimonial, qualcuno chiese chi facesse parte del Comitato scientifico dell’associazione.
“Non ne avevamo ancora uno e in quel momento Federico De Strobel, professore dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che aveva posto la domanda, ne diventò responsabile”.
Oggi ne fanno parte biologi e professionisti di alto livello che si trovano a confrontarsi con una situazione molto peggiorata rispetto al passato.
“Nonostante nuove leggi per la tutela del mare e la maggiore sensibilità collettiva, le cose rispetto agli inizi sono diverse in senso negativo”.

Ci sono tanti aspetti da valutare che hanno impattato sul mare, ci spiega Rosalba Giugni, basti pensare anche all’aumento della popolazione mondiale che ha visto crescere in modo vertiginoso il consumo di carne e pesce.
Il nostro mar Mediterraneo è messo molto male, ma anche gli altri mari non se la passano bene. Ci sono sempre meno pesci, le condizioni del mare sono diverse, è più caldo e più salato cosa che incide sulla biodiversità e la mette a serio rischio”.
Sul cambiamento climatico l’Italia secondo la presidente potrebbe fare molto di più.

Qualcuno sostiene che potremmo essere il primo paese che a diventare indipendente con le energie rinnovabili, potendo contare su sole, vento, vulcani. Ma sono necessari cambiamenti bloccati soprattutto dalle lobby che guardano a fini economici, così come certa politica”.

A preoccupare sembra essere la convinzione che ormai siamo a un punto di non ritorno: “È difficile tornare indietro perché la macchina del consumismo è ormai troppo stimolata sotto tanti punti di vista. E l’aumento delle temperature è una bomba ad orologeria. Il 2029 era considerato il punto di non ritorno, ma ci siamo già dentro” dice allarmata.

La salvaguardia ambientale

Chi si sta adoperando per migliorare la situazione è in parte il mondo degli armatori che si muove in una direzione di salvaguardia anche per le regole imposte dall’IMO.
“C’è anche un’attenzione nuova all’inquinamento acustico, sul lato ambientale molto è stato fatto, un passo avanti potrebbe essere la riduzione delle velocità di navigazione che porterebbe benefici in termini di consumi.”
L’”oggi” in questo senso dovrebbe essere l’orizzonte a cui guardare.

“Quando pensiamo alla rotta da portare avanti come Marevivo la domanda che ci facciamo è sempre la stessa: cosa succede al mare? E su questa base ci adoperiamo. Certo, potevamo fare di più e meglio in questi anni, ma non abbiamo mai smesso di farlo un giorno, come le battaglie per le leggi a tutela dell’ecosistema marino.”
Una battaglia molto al femminile: oggi alla guida dell’associazione troviamo tre donne: Rosalba Giugni, Carmen di Penta e la figlia di Rosalba, Raffaella.
“Se io ero considerata la vela e Carmen il timone, mia figlia è la sintesi di entrambe e dopo aver lasciato il suo precedente lavoro si è dedicata anche lei a questa passione che ha vissuto fin da piccola”.
Essere donna non è stato facile soprattutto all’inizio e soprattutto per Rosalba Giugni che veniva da una famiglia benestante: “Non ero presa sul serio in particolare dagli uomini che vedevano questa mia attività quasi come un passatempo che mi ero scelta”.
Ma la caparbietà e a volte anche il fascino femminile, hanno permesso pian piano di affermarsi come realtà e oggi le cose sono molto diverse e Marevivo gode di ottima stima, come dimostrano le tante collaborazioni con armatori importanti.

“Non ci siamo mai legati a un partito e abbiamo portato avanti le nostre idee facendo sì politica ogni volta che ce ne fosse bisogno per venire in aiuto del mare”.
Tante le campagne portate avanti, e quelle ancora in corso, con una certezza: “Se iniziamo una cosa non la abbandoniamo finchè non sia giunta a termine”.

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Tags: Energia, Notizie dal mondo, Porti, Shipping
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