Nel progetto Marine della Toscana, Marina Arcipelago Toscano cresce a Piombino tra investimenti, posti barca e servizi nautici
PIOMBINO – Dove un tempo dominavano aree industriali dismesse e spazi in attesa di bonifica, oggi prende forma uno dei progetti più ambiziosi della portualità turistica toscana. Marina Arcipelago Toscano, a Piombino, è il segno tangibile di una trasformazione che intreccia rigenerazione ambientale, investimenti privati e visione di sistema.
A raccontarlo è Lio Bastianini, presidente del Consiglio di amministrazione della società di gestione, che definisce l’approdo “un sogno iniziato a realizzarsi tre anni e mezzo fa”. Un percorso reso possibile anche dalla collaborazione con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale e, in fase iniziale, dal sostegno dell’allora presidente Luciano Guerrieri, che ha consentito l’avvio in esercizio provvisorio.
L’area su cui sorge la marina ricade nel secondo Sito di Interesse Nazionale (SIN) d’Italia dopo Taranto, un contesto che ha imposto bonifiche e interventi di ripristino ambientale prima ancora dello sviluppo portuale. “Qui era il deserto dei Tartari”, osserva Bastianini, sottolineando il valore simbolico e concreto di un progetto che restituisce funzione e prospettiva a una porzione delicata del territorio.

Il disegno complessivo è di ampia scala. Tra Marina di Levante e Marina di Ponente, il piano prevede 156 posti barca, a cui si aggiungono circa dieci ettari destinati a cantieristica, nautica minore e porto peschereccio. L’investimento stimato oscilla tra i 70 e gli 80 milioni di euro; oltre 22 milioni risultano già impegnati. Una parte rilevante delle infrastrutture è operativa: la Darsena di Levante, due pontili a Ponente e un grande sporgente di 250 metri per 22 di larghezza, attrezzato con quattro blocchi servizi. L’autorizzazione regionale all’infissione delle palancole consentirà ora la realizzazione delle banchine di Levante e Ponente, con ulteriori posti barca di dimensioni medio-grandi. Nel frattempo proseguono i lavori per nuovi box e per il blocco bagni a servizio della darsena.
L’approdo è entrato in esercizio nel luglio 2023, in forma provvisoria, e mantiene il profilo di un cantiere evolutivo. Bastianini non nasconde le complessità legate alla burocrazia, ma rivendica la fiducia dei soci e degli investitori che hanno sostenuto finanziariamente l’iniziativa: “Senza il loro impegno non saremmo esistiti”.
La posizione geografica rappresenta un ulteriore punto di forza. Piombino, protesa verso l’Arcipelago toscano, è una
naturale porta d’accesso alle rotte del diportismo tra Elba, Capraia e le altre isole. Ma la portata del progetto va oltre la nautica. Il ridisegno della costa est, la nuova bretella viaria inaugurata dalla Regione e il progetto – donato dalla società – di un ponte di circa 60 metri sul Cornia Vecchio puntano a ricucire il rapporto tra città, litorale e porto. Un’infrastruttura pensata per servire la marina ma anche per migliorare l’accessibilità alle spiagge per cittadini e turisti.
C’è, nelle parole di Bastianini, un forte legame personale con il territorio: l’orgoglio di contribuire non solo allo sviluppo economico, ma anche alla qualità della vita locale. La rinascita di aree industriali dismesse diventa così occasione di diversificazione turistica e marittima, in una città storicamente segnata dalla siderurgia.
Il percorso di Marina Arcipelago Toscano si inserisce inoltre nella logica della rete regionale. L’adesione a Marine della Toscana rafforza il posizionamento dell’approdo dentro un sistema coordinato di porti turistici che punta su standard comuni, promozione integrata e dialogo istituzionale. In questo scenario, la competitività non nasce dall’isolamento, ma dalla capacità di presentarsi come destinazione unitaria.
Piombino, crocevia tra arcipelago, costa e retroterra, prova così a riscrivere la propria identità marittima. Non più solo città industriale, ma nodo di una filiera nautica e turistica che guarda al medio-lungo periodo.
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