A Livorno confronto su nautica, portualità turistica e sviluppo delle marine: focus su sinergie di sistema, refit e scenari internazionali
LIVORNO – Nel pieno della Yachting Week, il Propeller Club Port of Leghorn accende i riflettori sulla nautica nella Blue Economy, promuovendo un confronto dedicato all’evoluzione delle marine turistiche, alla crescita del refit e alle nuove prospettive di aggregazione del comparto.
Ad aprire i lavori è stata la presidente del Propeller livornese Maria Gloria Giani, che ha richiamato la continuità del percorso avviato già lo scorso anno con gli eventi collegati allo Yare di Viareggio.
“Abbiamo voluto proporre un focus specifico sulla nautica – ha spiegato – anche alla luce del lancio del progetto Marine d’Italia e della presenza, tra i nostri soci, di protagonisti direttamente impegnati nello sviluppo di questo percorso. È giusto che i temi affrontati dal Propeller abbraccino l’intero universo della Blue Economy”.
Secondo Giani, il settore rappresenta una leva economica fondamentale per il territorio. “Approdi turistici, cantieristica, servizi e refitting costituiscono un sistema trainante per l’economia toscana, non solo marittima ma territoriale nel suo complesso”.
Nel corso del convegno sono stati approfonditi diversi aspetti tecnici e industriali. Marco Pittori, di Interprogetti, ha presentato un’analisi sulle evoluzioni delle infrastrutture portuali dedicate allo yachting, evidenziando come la crescente dimensione delle imbarcazioni e l’intensificazione dei servizi di refit richiedano approdi sempre più specializzati.

Il tema dell’integrazione con il territorio è stato invece affrontato da Michela Fucile, amministratore di Yacht Broker Srl, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare modelli gestionali capaci di valorizzare il rapporto tra marina, turismo e tessuto urbano, in un’ottica di attrattività complessiva delle destinazioni nautiche.
Tra i contributi anche quello dell’ingegner Alessandro Santi, past president di Federagenti, con il quale è stata condivisa una riflessione sugli effetti che le tensioni geopolitiche internazionali possono produrre sul traffico nautico e sulle rotte del turismo marittimo.
“Gli attuali equilibri globali richiedono attenzione e capacità di lettura strategica – ha osservato Giani –. In scenari complessi come quelli che interessano l’area del Golfo Persico, il Mediterraneo occidentale potrebbe rafforzare il proprio ruolo come destinazione di riferimento. È però necessario affrontare questi cambiamenti con senso di responsabilità e visione di sistema”.
Il tema della cooperazione tra territori e operatori è emerso come elemento centrale per il futuro del comparto.
“È sempre più evidente la necessità di superare logiche di campanile e costruire sinergie concrete. In questa prospettiva si inserisce pienamente il progetto Marine d’Italia, che punta a una rappresentanza unitaria e competitiva della portualità turistica nazionale” ribadisce Giani.
Il progetto, presentato nella stessa giornata a Marina Cala de’ Medici, mira a creare un soggetto tecnico capace di promuovere il sistema italiano delle marine sui mercati internazionali. Matteo Italo Ratti, presidente del Consorzio Marine della Toscana, ha evidenziato l’esigenza di superare la frammentazione delle singole infrastrutture e di costruire una vera “Casa Italia” della nautica, in grado di attrarre naviglio internazionale attraverso standard qualitativi condivisi.
Nel corso del confronto è stata inoltre richiamata la crescita del segmento refit e la necessità di adeguare le infrastrutture portuali alle nuove dinamiche del mercato globale. In questo quadro, Pietro Angelini, direttore generale del Consorzio Marine della Toscana, ha sottolineato l’importanza di rafforzare il dialogo con le istituzioni europee per il riconoscimento della nautica come settore strategico nelle politiche industriali comunitarie.
La presidente Giani ha infine ribadito la funzione del Propeller come luogo di confronto e networking per l’intero cluster marittimo. “Il nostro compito è creare spazi di dialogo tra tutti gli attori dello shipping e della Blue Economy. La nautica, tra l’altro, si sta allineando rapidamente ai grandi processi di innovazione, dalla digitalizzazione dei servizi all’elettrificazione delle banchine per grandi yacht”.
Uno sguardo anche alle attività future del Club. “Continueremo a promuovere incontri che coinvolgano fornitori, marine, operatori energetici e analisti geopolitici, perché il Propeller è al servizio della comunità dello shipping. La sua natura non datoriale ma aggregante lo rende uno dei pochi soggetti in grado di muoversi con libertà e visione strategica”.
Nel complesso, l’iniziativa ha restituito l’immagine di una nautica italiana in fase di consolidamento industriale, chiamata a fare sistema per affrontare le sfide infrastrutturali, geopolitiche e competitive del mercato globale.
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