Presentata a Cala de’ Medici la piattaforma nazionale a supporto delle aggregazioni regionali della portualità turistica
ROSIGNANO SOLVAY – Al Marina Cala de’ Medici è stata presentata “Marine d’Italia”, una nuova piattaforma nazionale pensata per mettere in rete le aggregazioni regionali della portualità turistica e rafforzare la competitività del sistema italiano a livello internazionale. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di collegare tra loro i principali network regionali di porti turistici già esistenti o in fase di sviluppo. La piattaforma riunisce infatti gli aggregati di alcune delle principali regioni italiane – Toscana, Sardegna, Liguria, Sicilia, Veneto e Puglia – seguendo il modello già sperimentato con successo da Marine della Toscana. L’intento è quello di favorire l’integrazione tra le diverse realtà territoriali, promuovere servizi omogenei e di alta qualità e presentare la portualità turistica italiana in modo unitario sui mercati internazionali, con particolare attenzione al segmento dei grandi yacht.
La presentazione si è svolta nell’ambito della Tuscany Yachting Week, uno dei principali appuntamenti dedicati alla nautica e al turismo nautico. All’incontro sono intervenuti, tra gli altri, il presidente di Marine della Toscana Matteo Italo Ratti e il direttore Pietro Angelini, insieme a rappresentanti di importanti realtà portuali italiane come Porto Rotondo, Venezia Certosa Marina, Portosole Sanremo e Marina Porto Antico.

“Marine d’Italia” non nasce come una nuova associazione o come soggetto di rappresentanza, ma come una piattaforma operativa al servizio delle aggregazioni regionali. Il suo compito è quello di rafforzarne le capacità operative, commerciali e organizzative, facilitando anche il posizionamento internazionale della portualità turistica italiana.
Il progetto parte dalla consapevolezza che lo sviluppo del settore richiede modelli di cooperazione territoriale strutturata, capaci tuttavia di dialogare all’interno di un sistema nazionale coordinato e in connessione con l’industria nautica e con una nuova generazione di armatori sempre più orientati verso servizi evoluti e territori integrati.
“Il consorzio Marine della Toscana, nato nel 2019, è stato riconosciuto a livello governativo e dalle altre regioni come una best practice nazionale – ha spiegato Ratti, presidente dell’organizzazione e amministratore delegato del Marina Cala de’ Medici –. In un mercato sempre più internazionale come quello della portualità turistica, la piattaforma Marine d’Italia consente di presentarci all’estero come un unico sistema, una sorta di “Casa Italia”, offrendo al tempo stesso una risposta concreta alle strategie europee».
Tra gli obiettivi della piattaforma figurano l’integrazione dei sistemi di prenotazione tra le diverse reti territoriali, lo sviluppo di servizi condivisi, l’organizzazione di eventi comuni, iniziative di promozione coordinate e la possibilità di attivare acquisti aggregati per ridurre i costi. Allo stesso tempo, il progetto punta a favorire la diffusione di standard operativi omogenei e a rafforzare la formazione professionale nel settore.

Secondo Angelini, i numeri della nautica confermano la necessità di un salto di qualità anche dal punto di vista infrastrutturale. “I dati più recenti indicano che la produzione nautica toscana, altamente specializzata, rappresenta quasi il 40% della produzione mondiale di unità sopra i 30 metri. Questo dimostra come la crescita della cantieristica non sia sempre accompagnata dallo sviluppo delle infrastrutture portuali”.
Da qui la scelta di puntare su una maggiore integrazione tra le marine italiane, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza dei servizi, condividere buone pratiche e rafforzare il brand Italia nel mercato globale della nautica.
In un contesto sempre più competitivo per la portualità turistica, “Marine d’Italia” si propone dunque come uno strumento concreto per mettere in rete le eccellenze territoriali e trasformarle in un sistema coordinato capace di generare economie di scala, innovazione e maggiore presenza sui mercati internazionali.
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