Il Rapporto di Risposte Turismo analizza crociere, traghetti e nautica: oltre 100 milioni di passeggeri nel 2025
VENEZIA – Oltre 100 milioni di movimenti passeggeri nei porti italiani, più di 500 comuni coinvolti e un ruolo sempre più centrale del turismo via mare
nell’economia nazionale. Sono alcuni dei principali risultati della prima edizione del Rapporto sul Maritime Tourism in Italia, realizzato da Risposte Turismo, che per la prima volta analizza in maniera integrata i tre pilastri del comparto: crocieristica, trasporto passeggeri via traghetti e nautica da diporto.
Lo studio, presentato dalla società di ricerca e consulenza fondata e presieduta da Francesco di Cesare, propone una lettura unitaria di un settore finora osservato attraverso analisi separate, mettendo in relazione i diversi segmenti che compongono l’ecosistema del turismo marittimo.
Secondo il rapporto, nel 2025 i porti italiani hanno registrato oltre 100 milioni di movimenti passeggeri, un dato che restituisce la dimensione economica e turistica di un comparto capace di generare ricadute diffuse lungo l’intera filiera, dai porti agli operatori logistici, dalle destinazioni turistiche alle attività commerciali.
Ogni imbarco, sbarco o transito rappresenta infatti un potenziale flusso di visitatori e di spesa sul territorio, contribuendo a sostenere l’economia locale e ampliando il ruolo dei porti come porte d’accesso al sistema turistico nazionale.
Un altro elemento di rilievo riguarda la distribuzione territoriale del fenomeno. L’analisi individua infatti oltre 500 comuni, costieri e dell’entroterra, coinvolti direttamente o indirettamente dal maritime tourism, evidenziando come gli effetti economici del settore si estendano ben oltre le sole località affacciate sul mare grazie alle connessioni logistiche, commerciali e turistiche generate dai flussi passeggeri.
Il comparto crocieristico continua a rappresentare uno dei principali punti di forza del sistema portuale italiano.
Nel 2025 i porti nazionali hanno movimentato circa 15 milioni di passeggeri, tra imbarchi, sbarchi e transiti, pari a circa il 35% dell’intero traffico crocieristico del Mediterraneo, che ha raggiunto un nuovo massimo storico.
Grazie a questi risultati, l’Italia si conferma il secondo Paese al mondo per movimentazione crocieristica, alle spalle degli Stati Uniti e davanti alla Spagna.
Le previsioni elaborate da Risposte Turismo indicano una prosecuzione della crescita anche nel 2026, con oltre 15,3 milioni di passeggeri (+3,9%) e quasi 6.000 toccate nave (+4,8%).
Dal punto di vista territoriale il traffico rimane concentrato lungo il versante tirrenico, con Civitavecchia che mantiene la leadership nazionale davanti a Napoli e Genova. Allo stesso tempo emergono alcuni segnali di evoluzione del mercato, con una crescita più sostenuta delle isole e un progressivo rafforzamento della domanda nei mesi di marzo, aprile, maggio e ottobre, confermando una tendenza verso la destagionalizzazione dei flussi.
Accanto alla crocieristica, il rapporto dedica ampio spazio al trasporto marittimo passeggeri.
Attraverso l’integrazione dei dati di Assoporti con una rilevazione originale che ha coinvolto decine di scali non appartenenti alle Autorità di Sistema Portuale, Risposte Turismo stima che nel 2025 siano stati movimentati almeno 74,3 milioni di passeggeri tra traghetti, aliscafi e catamarani, in crescita del 2,1% rispetto all’anno precedente.
Lo studio rappresenta oggi una delle ricostruzioni più complete disponibili sul comparto, ampliando significativamente il perimetro statistico tradizionalmente utilizzato per analizzare il trasporto marittimo passeggeri.
Positive anche le indicazioni provenienti dal turismo nautico.
L’indagine realizzata presso le società di charter evidenzia una domanda ancora sostenuta prevalentemente dalla clientela italiana, che rappresenta poco più della metà del mercato, mentre la componente internazionale continua a rafforzarsi grazie soprattutto ai flussi provenienti da Germania, Stati Uniti e Francia.
Per il 2026 oltre la metà degli operatori intervistati prevede un aumento della clientela, mentre circa un terzo si attende una sostanziale stabilità dei ricavi.
Sul fronte dell’offerta, il rapporto censisce circa 172 mila posti barca distribuiti lungo le coste italiane, con Liguria, Toscana, Sicilia e Sardegna ai primi posti per capacità ricettiva.
Presentando il rapporto, Francesco di Cesare ha sottolineato come il turismo via mare rappresenti “una delle grandi risorse dell’economia turistica italiana”, evidenziando che l’obiettivo dello studio è quello di offrire a imprese, operatori e istituzioni uno strumento di analisi capace di leggere il comparto come un unico ecosistema, favorendo decisioni strategiche più consapevoli per lo sviluppo futuro del settore.
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