L’associazione degli Istruttori Associati Marittimi propone un censimento aggiornato del comparto e misure di sostegno economico per favorire l’ingresso delle nuove generazioni nella professione
NAPOLI – Investire nella formazione dei giovani, migliorare la conoscenza del comparto attraverso dati aggiornati e valorizzare le imprese che garantiscono occupazione stabile e rispetto dei contratti. Sono queste le principali richieste avanzate da IAM – Istruttori Associati Marittimi nel corso dell’incontro che si è svolto il 30 Maggio all’Hotel Ramada di Napoli, alla presenza del consigliere regionale Davide D’Errico. A portare la voce dell’associazione è stato il segretario IAM, Davide Fusco, comandante marittimo napoletano di 37 anni, che ha illustrato una serie di proposte considerate strategiche per sostenere il presente e il futuro dell’economia del mare in Campania.
Nel suo intervento, Fusco ha sottolineato come la regione continui a rappresentare uno dei principali poli marittimi italiani, ma stia allo stesso tempo affrontando importanti sfide legate al ricambio generazionale e alla qualificazione professionale del personale. Da una parte cresce infatti la domanda di lavoratori specializzati, dall’altra molti giovani incontrano ancora difficoltà economiche e burocratiche nell’accesso alla carriera marittima.

Tra le priorità indicate da IAM figura la necessità di realizzare una fotografia aggiornata del settore. Secondo l’associazione, attualmente mancano dati completi e omogenei sul numero dei marittimi attivi, sulle qualifiche professionali più diffuse, sull’età media degli operatori e sul peso economico complessivo della filiera. Per questo è stata avanzata la proposta di un censimento tecnico-professionale promosso dalla Regione Campania in collaborazione con le Capitanerie di Porto e gli altri enti competenti, con l’obiettivo di fornire strumenti utili alla programmazione delle future politiche occupazionali e formative.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al tema dell’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro marittimo. IAM propone l’introduzione di contributi regionali commisurati alle fasce ISEE per sostenere i costi necessari all’ottenimento delle certificazioni professionali richieste dal settore. Una misura che, secondo l’associazione, consentirebbe di ampliare le opportunità occupazionali per le nuove generazioni e al tempo stesso di rafforzare una delle filiere economiche più rilevanti della regione.
Nel corso dell’incontro è stato inoltre affrontato il tema della qualità del lavoro nel trasporto marittimo. IAM ha chiesto che nei futuri bandi regionali venga riconosciuto un valore premiale alle aziende che investono nella formazione del personale, garantiscono continuità occupazionale e applicano integralmente la contrattazione collettiva nazionale. Un approccio che, secondo l’associazione, rappresenta una condizione essenziale per assicurare una crescita sostenibile del comparto e una maggiore tutela dei lavoratori.
In chiusura, Fusco ha richiamato l’attenzione sul valore non solo economico, ma anche sociale e umano della professione marittima, lanciando un appello alle istituzioni regionali affinché il mare, i suoi lavoratori e le nuove generazioni siano posti al centro delle future strategie di sviluppo della Campania. Un messaggio che punta a rafforzare il ruolo della regione come protagonista della marittimità italiana, attraverso politiche capaci di coniugare occupazione, formazione e valorizzazione delle competenze.
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