Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Mit che aggiorna le procedure introdotte nel 2017. Più tracciabilità e controlli per il riconoscimento dei servizi di bordo svolti all’estero
ROMA – Cambiano le procedure per l’autenticazione dei periodi di navigazione svolti dal personale marittimo italiano a bordo di navi battenti bandiera straniera. Il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 1° Aprile 2026, poi pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dello scorso 9 Settembre, aggiorna infatti la disciplina prevista dal precedente decreto del 6 Giugno 2017. Il provvedimento interviene con l’obiettivo di rendere più uniforme, tracciabile e verificabile il riconoscimento dei servizi di bordo effettuati su unità non italiane. Un tema particolarmente rilevante per i marittimi, ma anche per armatori, società di gestione e strutture di formazione professionale.
Le nuove disposizioni precisano le modalità con cui devono essere documentati e autenticati i periodi di imbarco. Vengono aggiornati i modelli e le attestazioni necessari e rafforzati gli obblighi a carico di armatori e comandanti per la certificazione dei servizi prestati. L’obiettivo è ridurre le difformità nelle procedure e garantire alle autorità italiane strumenti più chiari per verificare la correttezza delle dichiarazioni presentate dai lavoratori.
Un ruolo centrale viene mantenuto dalle Capitanerie di porto e dagli Uffici della Gente di Mare, chiamati a verificare la validità dei servizi dichiarati. Il nuovo impianto punta inoltre a favorire l’utilizzo di strumenti digitali e la cooperazione amministrativa con le autorità degli Stati esteri. Il riconoscimento dei periodi trascorsi a bordo di navi straniere assume così caratteristiche più omogenee, con l’intento di assicurare una maggiore certezza giuridica nella ricostruzione della carriera dei marittimi.
La corretta autenticazione dei servizi di navigazione è infatti determinante per diverse procedure professionali, dal rilascio e rinnovo dei titoli marittimi alla certificazione dei periodi utili alla carriera, fino agli adempimenti collegati alla Convenzione STCW e agli aspetti contributivi e previdenziali. Secondo l’analisi dell’avvocato Giuseppe Loffreda di Legal 4Transport, il decreto rappresenta quindi un aggiornamento significativo del sistema, rafforzando la tracciabilità dei servizi svolti all’estero e riducendo il rischio di contestazioni o ritardi amministrativi.
La nuova disciplina mira in definitiva a garantire che l’esperienza maturata dai marittimi italiani su navi straniere possa essere documentata e riconosciuta attraverso procedure più trasparenti, uniformi e controllabili, adeguando il sistema italiano alle esigenze di una professione sempre più inserita in un contesto internazionale.
Marittimi, Liardo: “Formazione e professionalità sono la chiave del futuro”
Resta aggiornato su tutte le notizie dal mondo del trasporto e della logistica