Il neo presidente dell’AdSp mar Adriatico meridionale intervenuto all’Assemblea ALIS ’25
ROMA – All’Assemblea generale di ALIS 2025, il presidente dell’Autorità di Sistema portuale del mare Adriatico meridionale, Francesco Mastro, ha delineato la visione strategica che guiderà i porti di Bari e Brindisi nei prossimi anni: diventare la vera e moderna “porta d’Oriente” dell’Italia e del Mediterraneo. “L’idea della Porta d’Oriente nasce da un dato evidente: oggi i traffici volgono a Oriente”, ha spiegato Mastro. La crisi delle rotte tradizionali verso l’Occidente e le difficoltà legate al passaggio dal Canale di Suez stanno ridisegnando la geografia dei trasporti marittimi.
“In questo scenario il Mediterraneo è tornato al centro, e Bari e Brindisi rappresentano il punto naturale di attraversamento per i traffici diretti verso Cina, India, Turchia, Corea e Giappone”.

Un ruolo geopolitico che, secondo il presidente, ha persino un sapore storico: “È un po’ come tornare ai tempi delle Crociate, quando Brindisi, Otranto e Bari erano scali obbligati per chi dall’Occidente si dirigeva verso l’Oriente. Oggi sta accadendo qualcosa di simile”.
India e Paesi dell’Est: opportunità che l’Italia non deve perdere
Tra le destinazioni più strategiche indicate da Mastro figura l’India, verso cui l’intero sistema Paese – compresi il Ministero degli Esteri e il ministro Tajani – sta orientando nuove politiche commerciali e diplomatiche.
“Bari e Brindisi sono chiamati a un appuntamento che non possono perdere”, ha detto Mastro. “Ma perché ciò avvenga servono infrastrutture adeguate: senza trasporti efficienti e una viabilità moderna, diventa difficile sostenere questi flussi”.
Nonostante le criticità, il numero uno dell’AdSp è ottimista: “È una scommessa che non abbiamo intenzione di perdere”.

Crociere: crescita a doppia cifra e prospettiva da hub
Accanto al traffico merci, Mastro evidenzia anche il boom del comparto crocieristico.
“A Bari siamo cresciuti del 24% quest’anno, e Brindisi ha fatto un salto importante con un +14%”, grazie soprattutto alla presenza di grandi compagnie come MSC, che ha ottenuto due concessioni strategiche. “Non saremo più solo porti di transito, ma porti homeport: punti di arrivo e di partenza”, ha sottolineato Mastro. Un passaggio che comporta ricadute economiche significative per l’intero territorio.
“Porto e città devono dialogare: senza il territorio, il porto non vive”
Per Mastro, la relazione porto-città è un principio fondamentale, sancito anche dal decreto legislativo del 2016.
“I porti sono il cuore pulsante delle città. Non possono essere entità estranee. Devono dialogare con le amministrazioni e con i territori circostanti”. Una cooperazione indispensabile non solo per ragioni istituzionali, ma pratiche: “Le merci che entrano o escono dal porto attraversano la retroportualità. Senza una collaborazione stretta con il territorio, il porto rischia di bloccarsi”.
In un Mediterraneo che cambia e in un mondo che guarda sempre più a Est, Mastro vede nei porti di Bari e Brindisi un potenziale straordinario: “Sono la porta naturale dell’Italia verso l’Oriente. Ora servono infrastrutture, visione e collaborazione per cogliere appieno questa opportunità storica”.
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