Materie prime critiche: irrigidimento delle condizioni di accesso

Tensioni più profonde su terre rare e titanio

materie prime
ROMA - Prezzi più alti e volatili, maggiore difficoltà di reperimento, rischi concentrati su terre rare e titanio. È questo lo scenario che attende l’industria italiana nei prossimi cinque anni secondo il progetto CASCADE, ricerca finanziata dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del PRIN-PNRR e condotta dal gruppo interuniversitario Re4It (Università di Bologna, Università di Bergamo, Università dell'Aquila e Politecnico di Milano) in collaborazione con il Centro Studi Confindustria. Lo studio è stato presento oggi in occasione dell’evento “Materie prime critiche e resilienza delle supply chains” che si è tenuto presso la sede di Confindustria. L’analisi si concentra su quattro materie prime critiche – alluminio, rame, titanio e terre rare – centrali per la transizione ecologica e digitale e per l’autonomia strategica europea. L’orizzonte è quello delle grandi tr...
Abbonati Effettua il login
Condividi l’articolo
Tags: Economia
logo laghezza settembre 2025

Articoli correlati

margiotta

Potrebbe interessarti

Iscriviti alla newsletter

Resta aggiornato su tutte le notizie dal mondo del trasporto e della logistica

Iscriviti

Il nostro Podcast

bunkeroil banner