Il 5 Novembre al CNEL la XVIII edizione
ROMA – Prende forma il programma del Forum MercinTreno 2026, che quest’anno si articolerà in tre sessioni di lavoro dedicate allo scenario geopolitico e ai corridoi internazionali, al bilancio degli investimenti del PNRR e alle prospettive infrastrutturali, e al rapporto tra sostenibilità, innovazione e competitività del trasporto ferroviario merci.
L’appuntamento per la XVIII edizione è il 5 Novembre nella sede del CNEL con circa 40 relatori, con numerose adesioni già confermate da parte di rappresentanti istituzionali e dei principali attori del settore.
MercinTreno 2026 si conferma uno dei principali appuntamenti nazionali dedicati al trasporto ferroviario delle merci, luogo di confronto tra chi pianifica, regola, gestisce e utilizza il sistema. Il programma completo con l’elenco dei relatori, sarà presentato nelle prossime settimane.
Tensioni internazionali e riorganizzazione delle catene del valore stanno spostando i flussi tra Europa e Mediterraneo, e con loro gli equilibri tra porti e corridoi. Le crisi lungo le rotte marittime, il riavvicinamento delle produzioni ai mercati di consumo e la crescente attenzione alla sicurezza degli approvvigionamenti stanno ridefinendo le scelte logistiche delle imprese. L’Italia, attraversata da quattro corridoi della rete transeuropea TEN-T e collegata al Nord Europa dai valichi alpini, ha l’occasione di diventare una piattaforma logistica per l’Europa, ma solo se la rete ferroviaria sarà in grado di sostenerla e se porti, interporti e collegamenti transfrontalieri sapranno lavorare come un sistema integrato.
In questo quadro la logistica non è più un tema tecnico ma di politica industriale.
La sua conclusione segna il passaggio dalla stagione degli investimenti alla valutazione dei risultati. Al centro del dibattito, gli effetti degli interventi realizzati sulla rete e sul sistema logistico: la capacità effettivamente resa disponibile, l’adeguamento delle linee agli standard europei per treni merci più lunghi e più pesanti, i collegamenti di ultimo miglio con porti e terminal.
Accanto ai risultati raggiunti, l’attenzione andrà ai colli di bottiglia ancora da superare e alle priorità della programmazione infrastrutturale dei prossimi anni, in una fase in cui le risorse straordinarie si esauriscono e la continuità degli investimenti torna a dipendere dalle scelte ordinarie di bilancio.
L’Unione europea punta a raddoppiare il traffico merci su ferro entro il 2050, ma il trasferimento modale non si ottiene con gli obiettivi di decarbonizzazione: servono servizi competitivi e affidabili, capaci di reggere il confronto con la strada su tempi, costi e flessibilità.
Digitalizzazione, diffusione dei sistemi di segnalamento europei, interoperabilità e ammodernamento del materiale rotabile sono le leve per recuperare terreno. Spazio anche al quadro regolatorio e alle misure di sostegno al settore, determinanti per rendere il ferro una scelta conveniente
per le imprese.
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