La Segretaria Generale dell’AdSp Mar Ligure Orientale: “La ‘cima rossa’ ci ricorda che nessuna donna deve andare a fondo”
LA SPEZIa – Una cima lanciata verso chi rischia di affondare: un gesto antico, istintivo, universale. È da questa immagine che la Lega Navale Italiana ha tratto la forza simbolica della “cima rossa”, emblema di una campagna nazionale contro la violenza sulle donne che attraversa l’Italia da Nord a Sud. Un viaggio che ha fatto tappa alla Spezia, con la terza edizione del forum Nautica al Femminile, al quale l’Autorità di Sistema portuale del Mar Ligure Orientale ha aderito come promotrice.
“Abbiamo raccolto con convinzione la proposta delle sezioni della Lega Navale di La Spezia e Lerici – spiega Federica Montaresi, segretaria generale dell’AdSp – perché crediamo fortemente nel valore dell’inclusione, soprattutto nei settori marittimo e nautico, dove la presenza femminile è ancora limitata”.

Un impegno che, sottolinea Montaresi, non si esaurisce con le iniziative simboliche. “All’interno dell’Autorità portuale stiamo lavorando ogni giorno su questi temi. Dal 2021 abbiamo istituito il Comitato Unico di Garanzia e lo scorso anno abbiamo avviato un’ampia campagna di ascolto: perché l’inclusione parte proprio da lì, dall’essere visti e ascoltati”.
Per la segretaria generale, l’ascolto è infatti la leva che permette alle persone – soprattutto alle donne – di acquisire consapevolezza delle proprie competenze e del proprio valore. “Quando una donna non si sente parte di un ambiente, quando non è valorizzata o non riconosce ciò che può portare, è lì che si possono generare episodi di violenza, anche psicologica. Contrastare questi fenomeni significa lavorare ogni giorno per abbattere stereotipi e barriere”.
Nonostante i progressi, il mondo portuale resta un settore “prettamente maschile”, dove l’accesso a ruoli apicali da parte delle donne è ancora difficoltoso. “I dati migliorano, la presenza femminile cresce sia nelle Autorità di sistema sia nelle imprese portuali, ma la strada è lunga – afferma Montaresi –. Occorre investire in inclusione e in ascolto, perché il cambiamento culturale non si costruisce da un giorno all’altro”.
La sua stessa presenza ai vertici dell’AdSp spezzina rappresenta un’eccezione più che una regola. “Negli ultimi anni le donne che hanno ricoperto incarichi di presidente, segretario generale o commissario straordinario sono state pochissime. Io ero l’unica donna commissario, oggi sono l’unica donna segretario generale: non è bello essere sole, perché le reti femminili sono fondamentali e, contrariamente a quanto si dice, esistono eccome”.
Montaresi respinge infatti il luogo comune secondo cui “le donne non sanno fare rete”. “Non è vero. Quando ci sono professioniste competenti e consapevoli del proprio valore, si crea una rete forte, capace di generare cambiamento e di includere altre donne. È un processo che si autoalimenta”.
L’obiettivo? Portare un giorno a non doversi più sorprendere nel vedere donne ai vertici del mondo portuale. “Io credo che arriverà quel momento. Ma dobbiamo continuare a lavorare sulla consapevolezza, sull’ascolto e sulla valorizzazione: solo così potremo gettare una cima – questa volta simbolica – a chi rischia di restare indietro”.
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