Una pec inviata all’AdSp e alla struttura commissariale attacca l’istanza presentata da Tdt per il trasferimento e la rimodulazione della concessione
LIVORNO – Si inasprisce ulteriormente lo scontro tra due colossi della logistica marittima per il controllo della futura Darsena Europa del porto di Livorno. MSC, attraverso la controllata Til (Terminal Investment Limited), come racconta Il Tirreno nella cronaca locale, ha ribattuto ufficialmente all’istanza presentata da Grimaldi – tramite TDT – per ottenere una parte del futuro maxi terminal, giudicandola “non ammissibile” e “tecnicamente insostenibile”. In una lettera di sei pagine inviata via PEC, il gruppo fondato da Gianluigi Aponte ha richiamato l’attenzione dei vertici della struttura commissariale e dell’Autorità di Sistema Portuale con una missiva che assomiglia a una vera e propria replica a distanza. Oltre a ribadire la volontà di proseguire con un investimento stimato fra i 350 e i 400 milioni di euro per la realizzazione del terminal, MSC intende infatti smontare le fondamenta della proposta concorrente, criticandola sotto il profilo giuridico, economico e funzionale.
Il nodo centrale della contestazione sarebbe il tentativo di Grimaldi di ottenere la concessione ‘limitata’ al 50% della futura infrastruttura. Una proposta che, sempre nelal visione di MSC, andrebbe contro lo spirito stesso del progetto originario della Darsena Europa, pensato fin dall’inizio come un unico terminal full container ad alta capacità, capace di gestire almeno 1,6 milioni di TEUs annui. Dividere la piattaforma, nella visione del colosso ginevrino, significherebbe comprometterne l’efficienza e la redditività, mettendo a rischio anche il ritorno sugli investimenti pubblici già stanziati. Til sottolinea inoltre che un frazionamento porterebbe non solo a una duplicazione di strutture essenziali come varchi, uffici e parcheggi, ma soprattutto alla perdita di operatività: la divisione della banchina in due tronconi da 600 metri ridurrebbe le capacità operative, impedendo l’attracco simultaneo di più navi madri. “Non esistono terminal di acque profonde con fronti inferiori ai 750-800 metri”, afferma la società.
La critica poi valuta come “assai modesto” l’impegno economico messo sul tavolo da Grimaldi – circa 180 milioni di euro – per l’adeguamento del terminal in Darsena Toscana e la realizzazione della propria metà di Darsena Europa. Una cifra ritenuta insufficiente rispetto alla scala e alle necessità dell’opera, e che non garantirebbe il raggiungimento degli standard richiesti per una struttura di simili ambizioni.
La nuova lettera arriva in un momento delicato per il porto livornese, in attesa della nomina ufficiale di Davide Gariglio a presidente dell’Autorità e nel pieno della transizione della struttura commissariale, la cui permanenza in carica è oggetto di crescenti dubbi ora che i lavori marittimi sono avviati. In questo scenario d’incertezza, MSC spinge per un chiarimento rapido, lamentando anche il mancato invio – atteso da tre mesi – del progetto esecutivo da parte dell’Authority, necessario per completare la propria proposta di project financing.
Livorno, TDT: istanza per la Darsena Europa. Pronto investimento da 180 mln
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