Attacco armato a una portacontainer nel porto iracheno di Um-Qasr. Nessun ferito, cresce l’allarme sicurezza.
GINEVRA – La crescente instabilità del Medio Oriente torna a colpire il trasporto marittimo internazionale. La compagnia MSC ha confermato che la portacontainer MSC Sariska V è stata oggetto di un attacco armato mentre lasciava il porto di Um-Qasr, principale scalo commerciale dell’Iraq affacciato sul Golfo Persico.
Secondo quanto comunicato dal gruppo armatoriale con sede a Ginevra, la nave è stata raggiunta da due proiettili.
Il primo impatto si è verificato durante le operazioni di uscita dal porto, mentre a bordo era ancora presente il pilota incaricato dell’assistenza alla navigazione. Il secondo colpo ha invece interessato una zona situata nelle immediate vicinanze degli alloggi dell’equipaggio.
L’episodio, fortunatamente, non ha provocato feriti. Tutti i marittimi imbarcati risultano infatti illesi e la nave ha mantenuto la propria operatività. MSC ha sottolineato il comportamento esemplare dell’equipaggio, che ha gestito l’emergenza mettendo in sicurezza sia l’unità sia il carico trasportato.
L’attacco si inserisce in un contesto di crescente deterioramento della sicurezza marittima nell’area del Golfo e delle principali rotte energetiche e commerciali del Medio Oriente. Secondo quanto riferito dai media locali, la responsabilità dell’azione sarebbe stata rivendicata dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniana (IRGC), che l’avrebbe presentata come una risposta alle recenti azioni statunitensi contro la nave Lion Star.
Una ricostruzione che MSC respinge con fermezza. La compagnia evidenzia infatti la propria natura di vettore commerciale indipendente e neutrale, estraneo alle dinamiche militari e politiche che stanno alimentando le tensioni regionali.
Nel proprio comunicato il gruppo ricorda di essere stato fondato dal capitano italiano Gianluigi Aponte e di avere sede legale e operativa in Svizzera. L’azienda è oggi controllata dalla famiglia Aponte attraverso Diego e Alexa Aponte, entrambi cittadini italiani.
L’episodio riaccende l’attenzione su un tema che da mesi preoccupa armatori, operatori logistici e assicuratori marittimi: la vulnerabilità delle catene di approvvigionamento globali in aree strategiche caratterizzate da instabilità geopolitica.
MSC ha espresso profonda preoccupazione per quello che definisce un attacco non provocato, sottolineando come a essere esposti ai rischi siano innanzitutto i marittimi civili impegnati a garantire la continuità dei traffici internazionali.
Il caso della MSC Sariska V rappresenta un ulteriore segnale di allarme per il commercio marittimo mondiale. In una fase in cui le tensioni internazionali continuano a riflettersi sulle principali rotte oceaniche, la sicurezza della navigazione commerciale torna infatti al centro dell’agenda dello shipping globale, con possibili ripercussioni sui costi operativi, sulle coperture assicurative e sulla stabilità delle supply chain che collegano Europa, Asia e Medio Oriente.
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