MSC Sariska V colpita nel Golfo Persico: missile iraniano centra la portacontainer, nessun ferito

Pasdaran rivendicano l’attacco. La compagnia respinge ogni collegamento con Usa e Israele e denuncia un’azione “ingiustificata”

GOLFO PERSICO – Momenti di forte tensione nel Golfo Persico, dove la portacontainer MSC Sariska V è stata colpita da due proiettili mentre lasciava il porto iracheno di Umm Qasr. L’attacco, che inizialmente era stato segnalato come causato da un ordigno di provenienza sconosciuta, è stato successivamente rivendicato dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), che ha dichiarato di aver utilizzato un missile da crociera come rappresaglia per una presunta azione militare statunitense contro la nave mercantile Lion Star nel Mar d’Oman. Secondo quanto riferito dall’agenzia britannica per la sicurezza marittima UKMTO, l’incidente è avvenuto circa 40 miglia nautiche a sud-est di Umm Qasr, nelle acque territoriali irachene. L’esplosione ha provocato una vasta falla sul lato di dritta della nave e un incendio a bordo, successivamente domato dall’equipaggio senza conseguenze per il personale.

La compagnia MSC ha confermato che la nave è stata colpita da due proiettili: il primo mentre a bordo era ancora presente il pilota portuale durante la manovra di uscita dallo scalo, il secondo poco dopo in prossimità dell’area riservata all’equipaggio. Tutti i marittimi sono rimasti illesi e hanno gestito l’emergenza in modo professionale, mettendo in sicurezza la nave e il carico. In una nota ufficiale, MSC ha espresso profonda preoccupazione per quello che ha definito un attacco non provocato e ingiustificato. La compagnia ha inoltre respinto con fermezza le motivazioni addotte dall’IRGC, sottolineando di essere un vettore commerciale neutrale, privo di qualsiasi affiliazione con gli Stati Uniti o Israele. Il gruppo, fondato dall’armatore italiano Gianluigi Aponte e con sede in Svizzera, è interamente controllato dai figli Diego e Alexa Aponte.

L’episodio si inserisce in un quadro di crescente instabilità nella regione. Dall’inizio dell’escalation tra Washington e Teheran, numerose navi commerciali sono state coinvolte in incidenti e attacchi concentrati soprattutto nello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman. La MSC Sariska V, una portacontainer costruita nel 1990 e impiegata stabilmente nei traffici del Golfo, non è il primo bersaglio riconducibile agli interessi di MSC. Già nei mesi precedenti l’Iran aveva sequestrato altre due navi della compagnia durante il transito nello Stretto di Hormuz. Nelle stesse ore dell’attacco, il comando militare statunitense ha reso noto di aver intensificato le operazioni di controllo marittimo nella regione, dichiarando di aver fermato 121 navi commerciali e immobilizzato cinque unità per verificarne la conformità alle misure di sicurezza adottate nell’ambito del blocco navale contro l’Iran.

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Tags: Geopolitica, Shipping
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