Il presidente di Confindustria Nautica: possibili ricadute positive su noleggio e vendite di piccole imbarcazioni
MILANO – Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente potrebbero avere effetti inattesi sul turismo nautico in Italia. È la valutazione espressa da Piero Formenti, presidente di Confindustria Nautica, secondo cui l’incertezza internazionale potrebbe spingere molti turisti, italiani e stranieri, a scegliere le coste italiane come meta delle vacanze estive, ritenute più sicure rispetto ad altre aree del mondo. Secondo Formenti, in una valutazione espressa nel corso di un’intervista a La Stampa, se la situazione non dovesse aggravarsi con ulteriori escalation, questa tendenza potrebbe tradursi in un incremento della domanda di noleggio e acquisto di imbarcazioni, soprattutto nel segmento della piccola nautica, oggi tra i più in difficoltà.

Le considerazioni del presidente dell’associazione sono arrivate a margine della presentazione a Milano, a Palazzo Edison, dei nuovi rapporti sul mercato nautico elaborati dal Centro studi di Confindustria Nautica con Fondazione Edison e Fondazione Symbola. I dati mostrano un comparto ancora molto rilevante per l’economia nazionale: nel 2024 la filiera ha generato circa 13 miliardi di euro di valore aggiunto e ha registrato una crescita dell’occupazione del 5,6%, raggiungendo 168 mila addetti.
L’andamento del mercato, tuttavia, non è uniforme tra i diversi segmenti. La grande nautica, in particolare le unità oltre i 24 metri, continua a registrare performance molto positive. L’Italia mantiene una posizione di leadership nella costruzione di superyacht, con una quota pari al 52% degli ordini globali secondo l’Order Book 2026. Circa la metà delle aziende del comparto ha registrato una crescita del fatturato nel 2025 e una su quattro prevede ulteriori aumenti nel 2026. Anche la nautica di fascia media, con imbarcazioni tra i 13 e i 24 metri, mostra segnali di stabilità: quasi la metà delle imprese prevede un incremento del giro d’affari nel biennio 2025-2026.
La situazione è più complessa per la piccola nautica, che da circa due anni attraversa una fase di rallentamento. Dopo il boom registrato nel periodo successivo alla pandemia – quando molti consumatori avevano scelto la barca come forma di svago alternativa ai viaggi internazionali – il ritorno alla normalità e l’aumento dei costi legati a energia e materie prime hanno ridotto la domanda. A ciò si è aggiunta una crescita dell’offerta di imbarcazioni usate e seminuove sul mercato.
Secondo Formenti, proprio questo segmento potrebbe ora beneficiare di un possibile ritorno dei turisti verso il Mediterraneo. Alcuni diportisti potrebbero preferire restare nelle acque italiane invece di viaggiare verso destinazioni lontane come Dubai o le Maldive, mentre nuovi utenti potrebbero avvicinarsi alla nautica attraverso il noleggio o l’acquisto di piccole barche e gommoni.
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