Nautica sostenibile, al Marina Cala de’ Medici il confronto sui porti del futuro

Nell’ambito del progetto europeo CLEANPORTI

ROSIGNANO – Il futuro della nautica passa da porti turistici sempre più sostenibili, integrati e capaci di fare rete. È il messaggio emerso dalla tavola rotonda “2035: verso una strategia di sviluppo sostenibile per i porti turistici dell’Area di cooperazione”, ospitata al Marina Cala de’ Medici nell’ambito del progetto europeo CLEANPORTI, finanziato dal Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2021-2027. L’iniziativa ha riunito istituzioni, gestori di marine, cantieri nautici, operatori della filiera e rappresentanti del mondo della formazione per discutere un modello comune di gestione ambientale dei porti turistici del Mediterraneo. Il progetto coinvolge la Provincia di Livorno, i Comuni di Olbia, Porto Torres, Savona e La Spezia, l’Office de l’environnement de la Corse e la Camera di Commercio e Industria di Nizza-Costa Azzurra.

L’obiettivo è costruire una strategia condivisa per accompagnare la transizione ecologica della nautica da diporto e rendere i porti turistici protagonisti della Blue Economy sostenibile.

Il ruolo strategico delle marine nella transizione ecologica

Ad aprire i lavori è stata Susanna Masoni, assessore al Bilancio del Comune di Rosignano Marittimo, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa per il territorio: “Sosteniamo con convinzione progetti come questo, perché la transizione ecologica rappresenta una sfida decisiva per il futuro delle nostre comunità costiere e delle attività economiche legate al mare”.

Il confronto ha evidenziato come la sostenibilità non possa più essere affrontata solo dal punto di vista tecnologico o produttivo. Serve, invece, una visione integrata dell’intera filiera nautica: dalla progettazione e costruzione delle imbarcazioni fino alla gestione dei porti, ai servizi, al refitting e all’utilizzo quotidiano delle infrastrutture.

In questo scenario la Toscana, leader mondiale nella costruzione di yacht oltre i 30 metri, rappresenta un osservatorio privilegiato. I cantieri regionali, infatti, lavorano oggi su imbarcazioni che entreranno in servizio nei prossimi anni, permettendo di anticipare le esigenze infrastrutturali e pianificare servizi adeguati al mercato futuro.

Nasce la rete delle Marine d’Italia

Per Matteo Italo Ratti, amministratore delegato del Marina Cala de’ Medici, il tema centrale è la collaborazione tra porti turistici: “Il nostro porto fa parte del Consorzio Marine della Toscana, che riunisce 14 marine regionali. L’obiettivo è condividere buone pratiche, adottare protocolli comuni e rafforzare la competitività internazionale del sistema nautico italiano”. Ratti ha annunciato che l’esperienza toscana sta facendo scuola anche in altre regioni e che è in corso il lavoro per la costituzione del Consorzio Marine d’Italia, una rete operativa nazionale pensata per standardizzare procedure ambientali e favorire un dialogo più efficace con le pubbliche amministrazioni. “Lavorare insieme è essenziale per costruire un sistema portuale turistico competitivo e sostenibile”, ha sottolineato Ratti.

CLEANPORTI e la governance del territorio

Anche Irene Nicotra, responsabile del Servizio Pianificazione e Politiche Europee della Provincia di Livorno, ha evidenziato il ruolo strategico delle marine nello sviluppo economico della costa toscana: “Consideriamo le marine asset fondamentali della Blue Economy. Devono essere accoglienti, sostenibili e capaci di generare occupazione e valore per il territorio”. La Provincia di Livorno, insieme al Consorzio Marine della Toscana e a Navigo, sta infatti sviluppando il progetto CLEANPORTI con l’obiettivo di creare modelli condivisi di sostenibilità ambientale per i porti turistici dell’area di cooperazione transfrontaliera.

Dalla Corsica è arrivato il contributo di Alexandra Agostini, responsabile dell’Office de l’Environnement de la Corse, che ha rimarcato l’importanza della dimensione internazionale del progetto: “Molto è già stato fatto sul fronte della sostenibilità dei porti, ma una rete transfrontaliera tra marine è fondamentale per confrontarsi sulle migliori pratiche e promuovere una nautica sempre più innovativa e rispettosa dell’ambiente”.

marina cala de medici

Una filiera unica tra cantieri, porti e servizi

A introdurre la sessione operativa è stato Pietro Angelini, direttore del Consorzio Navigo, che ha richiamato la necessità di superare una visione frammentata del settore: “Non basta più il confronto tra sole realtà portuali. È necessario mettere in relazione tutti gli attori della filiera: cantieri, porti, imprese di servizi, professionisti e istituzioni”. Alla tavola rotonda hanno preso parte anche Marco Corti (Marina di Punta Ala), Michela Fucile (yacht broker), Ilio Bastianini (Marina Arcipelago Toscano), Giorgio Casareto (Portosole) e Luigi Bruzzo (ITS Academy Isyl), portando esperienze e visioni differenti su infrastrutture, mercato, formazione e innovazione.

Verso i porti turistici del 2035

L’appuntamento di Marina Cala de’ Medici ha confermato come la sfida della sostenibilità nella nautica non riguardi soltanto l’elettrificazione o i carburanti alternativi, ma un nuovo modello di gestione dei porti turistici: più connessi tra loro, digitalizzati, efficienti dal punto di vista energetico e integrati con il territorio.

Il progetto CLEANPORTI punta proprio a questo: costruire entro il 2035 una rete mediterranea di marine capaci di coniugare sviluppo economico, tutela ambientale e qualità dei servizi, facendo del porto turistico non solo un’infrastruttura per la nautica, ma un vero motore della Blue Economy del futuro.

LEGGI TUTTO: 

Marina Cala de’ Medici ospita CLEANPORTI, il progetto europeo per i porti turistici sostenibili

 

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Tags: Nautica
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