Port Authority di Pisa approva il dragaggio del Canale dei Navicelli: lavori dal 2026, 19.600 metri cubi da rimuovere
PISA – Port Authority di Pisa ha approvato il capitolato per il dragaggio di alcuni tratti del Canale dei Navicelli, infrastruttura centrale per il distretto nautico pisano e per il collegamento tra le aree produttive della città e il mare.
L’intervento prevede la rimozione di circa 19.600 metri cubi di sedimenti, con il ripristino dei fondali fino a una profondità di tre metri. I lavori dovrebbero iniziare nel 2026 e concludersi entro il 2027, per un importo complessivo di 408.264,08 euro oltre Iva. Di questa somma, 26.809,68 euro sono destinati agli oneri per la sicurezza e non saranno soggetti a ribasso.
Il capitolato introduce inoltre un elemento operativo rilevante: la presenza di una draga stanziale nella darsena pisana, chiamata a intervenire entro 48 ore dalla richiesta. Una scelta che punta a ridurre i tempi di risposta e a garantire una manutenzione più continua dei fondali, evitando che l’accumulo dei sedimenti comprometta la navigabilità del canale.
Il presidente del consiglio di amministrazione di Port Authority di Pisa, Mirko Benetti, ha sottolineato come il dragaggio non debba essere considerato un semplice intervento di manutenzione ordinaria.
La profondità dei fondali, infatti, incide direttamente sulla capacità produttiva delle imprese nautiche insediate lungo il Canale dei Navicelli. Sono i pescaggi disponibili a determinare le dimensioni degli scafi che possono essere costruiti, allestiti e trasferiti verso il mare. Da questo punto di vista, la continuità della navigazione rappresenta una condizione essenziale per l’operatività dei cantieri e per l’accesso ai mercati internazionali.
Il comparto nautico pisano si è sviluppato negli anni attorno a un sistema di aziende specializzate nella costruzione, manutenzione e allestimento di imbarcazioni. La funzionalità del canale costituisce quindi un fattore industriale, prima ancora che infrastrutturale.
Secondo Benetti, ogni metro cubo dragato contribuisce a rafforzare la capacità di internazionalizzazione del distretto. Il dragaggio consente infatti di ridurre i vincoli legati al pescaggio e di ampliare la gamma delle unità che possono essere realizzate e movimentate lungo il canale.
Nel suo intervento, Benetti ha richiamato anche il lungo dibattito sulle opere ritenute decisive per il futuro dei Navicelli, a partire dal ponte sullo Scolmatore, infrastruttura più volte annunciata ma non ancora realizzata.
Port Authority di Pisa ha scelto di concentrare l’azione su atti amministrativi, procedure e interventi immediatamente cantierabili. L’approvazione del capitolato per il dragaggio si inserisce in questa linea, basata sulla predisposizione delle delibere, sull’avvio delle gare e sulla programmazione concreta dei lavori.
L’obiettivo è garantire condizioni operative più stabili alle imprese presenti lungo il canale, senza subordinare la manutenzione ordinaria e straordinaria alla realizzazione di opere più complesse e di lungo periodo.
La previsione di una draga disponibile in loco risponde proprio a questa esigenza. La possibilità di intervenire entro 48 ore dovrebbe consentire una gestione più rapida delle criticità e una maggiore continuità della navigazione, soprattutto nei tratti soggetti a fenomeni di interrimento.
Benetti ha attribuito un ruolo centrale anche al Comune di Pisa e al sindaco Michele Conti, che ha sostenuto il riconoscimento del Canale dei Navicelli come infrastruttura strategica per la città e per il suo sistema produttivo.
Il canale non viene quindi considerato soltanto come un collegamento locale, ma come una componente della politica industriale e logistica del territorio. La sua efficienza interessa direttamente la nautica, la cantieristica, i servizi tecnici, la movimentazione degli scafi e l’accesso al mare.
L’approvazione del piano di dragaggio rappresenta un primo passo operativo all’interno di una strategia più ampia. La sfida sarà ora trasformare il capitolato in tempi certi per la gara, l’avvio dei lavori e il mantenimento costante dei fondali.
Per il distretto nautico pisano, la profondità del canale resta una variabile decisiva. Da essa dipendono non soltanto la sicurezza della navigazione, ma anche la capacità delle imprese di produrre imbarcazioni di maggiori dimensioni, rispettare i tempi di consegna e competere sui mercati internazionali.
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