Sotto inchiesta due società. L’indagine dei Carabinieri partita dalle denunce di oltre 40 operai. Contestati sfruttamento del lavoro e intermediazione illecita. Sequestrati 277 mila euro
VADO LIGURE – Otto persone sono state arrestate nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Savona su un presunto sistema di caporalato nei cantieri dove vengono realizzati i cassoni in calcestruzzo destinati alla costruzione della nuova diga foranea del porto di Genova. L’operazione, denominata “Punjabi”, è stata eseguita dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Savona e dai militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro, con il supporto dei comandi territoriali nelle province di Genova, Brescia, Bergamo, Barletta-Andria-Trani, Ferrara e Messina. Su disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Savona sono state eseguite otto misure di custodia cautelare in carcere nei confronti di sette cittadini indiani e di un cittadino pakistano, di età compresa tra i 28 e i 50 anni, ritenuti responsabili, a vario titolo, del reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Contestualmente è stato disposto il controllo giudiziario nei confronti di due società, una con sede in provincia di Brescia e una nel Genovese, oltre al sequestro preventivo finalizzato alla confisca di circa 277 mila euro, ritenuti il profitto dell’attività illecita. Cinque ulteriori persone risultano indagate a piede libero.
L’inchiesta ha preso avvio nel Maggio 2025 dopo l’intervento di una pattuglia dei Carabinieri presso il cantiere del porto di Vado Ligure, dove vengono costruiti i cassoni destinati alla nuova diga di Genova. Da quell’episodio sono emerse le testimonianze di oltre quaranta lavoratori di nazionalità indiana, che hanno denunciato gravi condizioni di sfruttamento. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli operai sarebbero stati costretti a restituire ai caporali oltre la metà dello stipendio percepito, a vivere in alloggi sovraffollati – con più di trenta persone costrette a condividere un’unica cucina e un solo bagno – e a lavorare tra le 140 e le 250 ore mensili per una retribuzione compresa tra 5 e 7 euro l’ora. Le vittime avrebbero inoltre subito continue minacce di essere abbandonate sul territorio senza documenti e intimidazioni rivolte anche ai familiari rimasti in India. Le indagini hanno inoltre portato alla contestazione dell’emissione di presunti falsi attestati relativi alla formazione obbligatoria sulla sicurezza per lavoratori impiegati in attività ad alto rischio.
L’inchiesta è tuttora in corso e dovrà accertare le responsabilità degli indagati e l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti nella gestione della filiera degli appalti legata alla realizzazione della nuova diga foranea di Genova, una delle opere infrastrutturali più rilevanti finanziate nell’ambito del PNRR.
Savona-Genova, firmato protocollo per costruire i cassoni della diga
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