Il ministro Tajani all’assemblea Alis. “Ambasciate a sostegno delle imprese italiane nel mondo”
ROMA – L’obiettivo è virtuoso: 700 miliardi di beni esportati entro il 2027.
Ma il ministro degli esteri Antonio Tajani è convinto che ci si possa fare. Lo aveva già annunciato nei giorni scorsi al Forum Imprenditoriale Italia-Arabia Saudita e lo ha ribadito all’assemblea di Alis.
“Se la manifattura è il nostro pozzo di petrolio, dobbiamo riuscire a portare a termine quel piano dell’export pensato per i Paesi extra Ue” dice dal palco.
Le aree del golfo, i Balcani, le Filippine, il Vietnam e poi il Canada, il Messico ma anche la Cina. Sono questi i nuovi sbocchi a cui deve puntare l’Italia secondo il ministro.
C’è poi la domanda insidiosa sui dazi che “sono sempre negativi” sottolinea, “ma il 15% è certo meglio del 100% e visto che dopo la Cina siamo in paese con il maggior numero di prodotti, diversi sappiamo adattarci a variazioni di mercato e troveremo un’alternativa”.
Ma a preoccupare davvero il ministro Tajani è il rapporto dollaro-euro. “Se il dollaro continua a scendere -ha detto- per noi diventa complicato esportare agevolmente. La banca Centrale Europea dovrebbe allora tagliare il costo del denaro e comprare titoli di stato nei paesi europei così che i prodotti siano più competitivi lì dove c’è il dollaro”.
Un passaggio è dedicato poi alla questione di Suez e del Mar Rosso e alla riapertura dopo la tregua degli Houthi: “Il 40% dei passaggi commerciali italiani passa da lì. Ecco perché i soldi per la difesa servono anche per la sicurezza commerciale, questo anche alla luce di un expo che sta crescendo nonostante tutto”.
Prima di chiudere Tajani lancia una novità sull’organizzazione del ministero degli esteri stessi: “Si punterà più sull’aspetto economico con una direzione generale per la crescita per le imprese nel mondo perché -dice- non siano lasciate da sole . Anche le ambasciate saranno trasformate per essere piattaforme a sostegno delle imprese all’estero”.
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