L’IMO lancia il Manuale sull’integrazione della prospettiva di genere
LIVORNO – La data di oggi è quella stabilita in seguito alla risoluzione A.1170(32) adottata dall’Assemblea dell’IMO delle Nazioni unite per celebrare la Giornata internazionale delle donne nel settore marittimo.
Ma è ancora necessario istituire una giornata?
La risposta purtroppo è sì.
Nonostante ci siano prove che dimostrano come investire nelle donne sia il modo più efficace per migliorare le comunità, le aziende e persino le nazioni, oggi il mondo femminile è ancora poco rappresentato nel mondo del mare.
L’Italia ne è esempio calzante: su 16 Autorità di Sistema portuale, solo una, quella del mar di Sicilia occidentale, è guidata da una donna, Annalisa Tardino. Ad affiancarla in qualche modo a La Spezia il segretario generale Federica Montaresi e all’AdSp dello Stretto Giusy Marabello.
Se infatti tante sono le donne negli uffici delle Authority, basta una mano per contare quelle ai vertici più alti.
Ma proprio l’Onu scrive come nei “Paesi con una maggiore parità di genere registrano una crescita economica migliore. Le aziende con una maggiore presenza femminile ai vertici ottengono risultati migliori. Gli accordi di pace che includono le donne sono più duraturi. I parlamenti con una maggiore presenza femminile approvano più leggi su questioni sociali fondamentali come la sanità, l’istruzione, la lotta alla discriminazione e il sostegno all’infanzia. Le prove sono inequivocabili: la parità per le donne significa progresso per tutti.”
La giornata di oggi vuole celebrare le donne nel settore e promuovere il loro reclutamento, la loro permanenza e la loro occupazione stabile nel settore marittimo, sostenendo al contempo l’impegno dell’IMO verso l’obiettivo di sviluppo sostenibile n. 5 delle Nazioni Unite sull’uguaglianza di genere.
Il programma “Donne nel settore marittimo” dal 1988, supporta l’ingresso delle donne nel settore attraverso un approccio a tre livelli:
Nonostante i progressi compiuti, oggi il gentil sesso costituisce meno del 20% della forza lavoro marittima a terra e meno del 2% dei marittimi a livello globale.
A livello italiano oggi la presenza femminile nelle imprese portuali è del 6,3% un dato sceso rispetto al 2020 quando era al 6,6%. Nelle Autorità di Sistema portuali la percentuale è molto più elevata e arriva al 46% ed è significativo anche il numero dei dirigenti con il 31% e come quadri al 47%. Mancano ancora, come detto, donne ai vertici della governance portuale.

Per l’occasione l’Organizzazione marittima internazionale (IMO) ospiterà un evento speciale presso la propria sede centrale a Londra, per approfondire l’importanza dell’integrazione della prospettiva di genere e le sfide che ancora permangono nel settore marittimo.
Uno dei momenti salienti dell’evento sarà il lancio del Manuale sull’integrazione della prospettiva di genere, a cura della professoressa Momoko Kitada della World Maritime University.
Il manuale si propone come risorsa pratica pensata per supportare le amministrazioni marittime, le compagnie di navigazione, i porti e gli istituti di formazione marittima nell’integrazione della prospettiva di genere nelle loro politiche, procedure e operazioni.
Alla professoressa Kitada verrà inoltre conferito il Premio IMO per la parità di genere 2026.
Anche il Messaggero Marittimo da oltre un anno raccoglie interviste di donne che si sono distinte nei nostri ambiti di riferimento.
Con loro la conversazione si concentra sempre sulle loro attività, senza lasciare da parte un focus sulla parità di genere e su come oggi le donne riescano (o no) a vivere nei loro settori sempre prettamente maschili.
Questo per dimostrare come lo slogan che abbiamo scelto, che IL TALENTO NON HA GENERE.
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