Le associazioni denunciano il rischio di rincari su biglietti e beni essenziali dopo la rimodulazione delle tariffe nei porti della Sicilia occidentale
PALERMO – L’aumento dei diritti portuali entrato in vigore dal 1° Luglio nei porti dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale accende la protesta delle imprese turistiche e commerciali delle isole minori. Federalberghi Isole Minori Sicilia e Confesercenti Trapani hanno chiesto un intervento urgente per modificare la Delibera n. 3 del Commissario straordinario, che ha previsto un incremento delle tariffe per passeggeri, autoveicoli e merci in quasi tutti gli scali del sistema portuale, con l’unica eccezione di Termini Imerese.
Secondo le due organizzazioni, il provvedimento rischia di tradursi in un inevitabile aumento del costo dei collegamenti marittimi e dei beni di prima necessità destinati alle isole, con pesanti ripercussioni sul turismo, sul commercio e sulla mobilità dei residenti.
Nel mirino delle associazioni c’è soprattutto quella che definiscono una “doppia tassazione” per i visitatori. I turisti diretti verso le isole minori, infatti, versano già il contributo di sbarco ai Comuni e, con l’introduzione dei nuovi diritti portuali, dovrebbero sostenere un ulteriore aggravio economico, stimato in circa 2 euro per passeggero e oltre 3 euro per le autovetture.

Federalberghi e Confesercenti sottolineano inoltre che gli aumenti penalizzano anche i lavoratori pendolari e i residenti che quotidianamente si spostano tra le isole e la terraferma, oltre a incidere sul trasporto delle merci e, di conseguenza, sul costo della vita delle comunità insulari.
Le due associazioni contestano anche il metodo con cui è stata adottata la misura, evidenziando che i Comuni delle isole minori – Favignana, Lampedusa e Linosa, Pantelleria e Ustica – non sono rappresentati negli organismi decisionali dell’Autorità di Sistema Portuale, pur contribuendo in maniera significativa ai volumi di traffico del sistema. Secondo le organizzazioni di categoria, l’applicazione indistinta dei nuovi diritti contrasterebbe inoltre con il principio della continuità territoriale sancito dall’articolo 119 della Costituzione, facendo ricadere sulle comunità insulari il costo di investimenti destinati principalmente ai grandi scali commerciali e crocieristici.
Per questo Federalberghi Isole Minori Sicilia e Confesercenti Trapani hanno inviato una richiesta formale all’AdSp, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, all’Autorità di Regolazione dei Trasporti, al Dipartimento e all’Assessorato regionale competenti, chiedendo un correttivo che introduca l’esenzione dai nuovi diritti portuali per il comparto delle isole minori.
Le associazioni auspicano infine l’apertura di un tavolo di confronto con il Ministero, la Regione e i sindaci dei territori interessati per individuare soluzioni alternative che consentano di finanziare gli investimenti portuali senza compromettere la continuità territoriale e la competitività delle economie insulari.
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